Li chiamano “contadini di ritorno” o “neocontadini”. Sono giovani, determinati e credono che un’altra agricoltura sia possibile. Per questo, hanno lanciato una petizione sul sito agricolturacontadina.org (c’è tempo fino all’11 novembre per aderire), con cui vogliono dare vita a una legge “che istituisca una nuova figura del contadino e della contadina. Liberi dalla burocrazia, dediti alla vendita diretta, orientati all’autosufficienza, solidali fra loro, rispettosi della terra e della biodiversità rurale”.
I contadini italiani non sono soli nella loro lotta. A fine maggio i seed saver (guardiani dei semi) di tutta Europa si sono dati appuntamento al Festival des Résistences et des Alternatives de Paris (Frap). “In questo momento, l’importante è fare rete -scrivono gli organizzatori del Frap-. Dobbiamo riuscire a scambiarci consigli, idee, far partire un nuovo movimento agricolo dal basso”. I seed saver europei hanno un unico intento: combattere colture ibride e ogm, preservando e diffondendo semi di frutta e verdura antica e a rischio estinzione. “Invece di ricorrere ai semi delle multinazionali, cerchiamo nell’orto del vicino. Faremo sicuramente qualche scoperta interessante”, dicono i guardiani di semi francesi dell’associazione Kokopelli.
Ma, mentre i kokopellisti invitano a boicottare le grandi aziende sementiere e a riappropriarsi del proprio patrimonio rurale, le multinazionali (da Monsanto a Baumax) non stanno a guardare. Anzi. Negli ultimi anni Kokopelli ha collezionato multe per decine di migliaia di euro per concorrenza sleale e diffusione di semi “non conformi”.
Ma non conformi a cosa? “Tutti i semi messi in commercio devono essere iscritti al Registro comune europeo”, risponde Roberto Brioschi, vicepresidente di Civiltà contadina, associazione di riferimento dei seed saver italiani: “Altrimenti sono considerati illegali”. Le specie catalogate, infatti, sono solo una minima parte di quelle presenti in natura. “In Italia -ricorda Brioschi-, alla fine dell’800, esistevano circa 78 varietà di grano. Oggi le specie registrate sono solo tre. Di cui due provengono dagli Stati uniti”.
Il Registro comune europeo ha cancellato oltre 1.500 varietà di frutta e verdura. La scelta è stata effettuata sulla base di presunti doppioni. Per ogni seme simile, uno è stato mantenuto, gli altri eliminati. E così, le piante “fuori catalogo” sono anche fuorilegge. “Un paradosso: da una parte, parliamo tanto di tutela della biodiversità; dall’altra, chi vuol fare qualcosa si scontra con una normativa restrittiva”.
Per portare l’attenzione su questo limbo giuridico-agricolo, Civiltà contadina ha lanciato la petizione on line, promuove la realizzazione di orti scolastici con varietà antiche e ha creato una banca dei semi dinamica. “L’idea di fondo è quella di recuperare in purezza i semi delle specie in via d’estinzione, metterli a dimora e produrre nuove sementi. Così salvaguardiamo un patrimonio che altrimenti andrebbe perduto. I nostri soci si occupano di diffondere i semi e di indagare sul territorio per scovare qualche chicca nascosta”.
Fra le ultime “chicche”, i guardiani dei semi hanno riportato alla luce l’insalata ciucca del Trentino e il fagiolo del Tone della bergamasca. “Ma la settimana scorsa, i soci di Aquileia ci hanno telefonato per segnalarci il ritrovamento di una verza di cui non si avevano più notizie dal 1800”.
All’interno di questo rinascimento agricolo, l’Italia gioca un ruolo attivo. A dimostrarlo, la nascita di realtà come la Rete dei semi rurali (www.semirurali.net) di cui fanno parte l’Associazione rurale italiana (Ari), l’Associazione per la solidarietà della campagna italiana (Asci), Archeologia arborea, l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab), Civiltà contadina, il Consorzio della quarantina, il Coordinamento toscano produttori biologici (Ctpb) e il Centro internazionale crocevia. Obiettivo comune: lottare contro l’omologazione delle colture e sostenere i diritti dell’agricoltura contadina. Perché sia libera e indipendente. Come dicono i cugini francesi: Aux semences, citoyens!
TESTO DI Anna Lagorio
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