Embé? Adesso che sto seduto qui cosa pensate che possa fare? Braccia spalancate e sguardo scanzonato, Daniele Lucaroni sembra voler dire che, anche dopo questa fotografia, scattata su una delle poltrone istituzionali della Provincia di Roma, continuerà a essere solo un senza dimora.
In realtà non la pensa affatto così e, quando c’è da mettersi in gioco per cambiare qualcosa, Daniele è sempre in prima fila: “A settembre siamo stati ricevuti dal sindaco Alemanno, che si è dimostrato interessato ai nostri problemi”. E, dopo aver parlato con il primo cittadino di Roma, non si è tirato indietro neanche quando gli amici di Shaker, giornale di strada della capitale, gli hanno chiesto di prestare il proprio volto alla campagna “Il Residente della Repubblica”, promossa dalla Fio.Psd (Federazione italiana organismi per le persone senza dimora) in collaborazione con gli street-papers italiani (Terre di mezzo, Scarp de’ tenis, Foglio di via, Piazza Grande, Shaker).
Un’iniziativa che vuole attirare l’attenzione sui diritti degli homeless italiani, che rischiano di essere compromessi con l’entrata in vigore del “Pacchetto sicurezza” voluto dal governo. Secondo il disegno di legge 733/2008, infatti, per ottenere la residenza anagrafica bisognerà dimostrare di abitare in un immobile con condizioni igienico-sanitarie giudicate idonee, cosa pressoché impossibile per molti senzatetto, ai quali la residenza veniva finora assegnata anche se erano costretti a dormire su una panchina. Non solo: presso il ministero dell’Interno verrà istituito un apposito registro, dove catalogare le identità dei senza dimora.
Provvedimenti che preoccupano la Fio.Psd perché, tra le altre conseguenze, escluderanno queste persone da importanti diritti civili tra cui l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale e l’accesso ai servizi sociali. Ma forse ora, dopo aver visto quella simpatica facciada guappo appesa a un muro, qualche deputato potrebbe pentirsi di relegare Daniele e i suoi fratelli in un polveroso registro.
TESTO: ANDREA ROTTINI










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