Il 17 ottobre è la Giornata mondiale di lotta alla povertà. Un’idea che le Nazioni Unite hanno ereditato da Joseph Wresinki, un prete che di fronte a 2mila senzatetto ammassati in una discarica promise a se stesso di “far salire gli emarginati sulle scale dell’Eliseo, del Vaticano, dell’Onu”.
Otto anni fa Terre ha tradotto questo desiderio nella “Notte dei senza dimora”, evento in cui i lettori dormono nelle piazze, ma anche un’occasione per riflettere sui clochard in Italia: 17mila persone che trovano rifugio negli angoli delle strada o nei dormitori (Commissione sull’esclusione sociale, 2000), che diventano oltre 150mila se si conta chi vive in condizioni di disagio (Feantsa). Senza casa, perché senza lavoro almeno in un caso su due (Caritas italiana).
Secondo le ricerche, basta perdere il posto o il sostegno della famiglia per diventare homeless. Per questo abbiamo cercato le “istruzioni” per sopravvivere alla strada. Dove dorme, mangia e si cura chi non ha un tetto. Accompagnati dallo sguardo di Matt Corner, che ha realizzato per noi le foto di questo numero.
AR











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