“Nato nel 1955 ad Harlem, a pochi chilometri da Amsterdam, Jan Veil è cresciuto in orfanotrofio e ancora ragazzo ha abbandonato il suo paese per iscriversi all’università di Toronto, in Canada. È poco prima della partenza che adotta il nome Petal, con cui oggi è conosciuto”. Petal Veil è diventato famoso in Italia nei primi mesi del 2007 come il “guru” internazionale del benessere e della cura della persona. Peccato che non esista. “Abbiamo costruito un personaggio inesistente per promuovere un noto marchio di prodotti femminili (Lines), per poi rivelare che non esisteva” dice Andrea Natella. Lui sì che è un guru, ma del marketing alternativo.
Insieme a un piccolo gruppo di altri creativi, quattro anni fa ha fondato l’agenzia “Guerrigliamarketing.it”, una squadra che la rivista Pubblicità Italia ha definito “I sandinisti della comunicazione”, nata con la missione di sovvertire dall’interno i meccanismi del sistema mediatico, mandando in tilt i circuiti che legano marketing e comunicazione. Come quella volta che hanno fatto atterrare gli Ufo sulla spiaggia di Rimini convocando i giornalisti che nei giorni precedenti avevano pubblicato notizie sulle misteriose “forme ufo” apparse nel parcheggio dell’Acquafan di Riccione. Uno scherzetto a cui avevano quasi abboccato l’Ansa e il Resto del Carlino, ripreso dai Tg di Studio Aperto e dal Tg3 regionale della Rai.
Ora i componenti di “Guerrigliamarketing.it” sono impegnati su diversi fronti e, per ora, hanno messo a riposo la loro creatura. Andrea Natella lavora per un’agenzia di comunicazione tradizionale, la ‘K events’, dove ha portato la sua esperienza di marketing alternativo, inventandosi tra l’altro il personaggio di Petal Veil, che “intervistiamo” qui accanto. A lui, e ad altri protagonisti che lavorano “dietro i consumi” e più in generale dietro la creazione del consenso, è dedicato questo numero.
La redazione











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