Annata 2008
Sogni e bisogni (n.150, marzo 2008)
L'editoriale

Se hai meno di 35 anni, te lo servono quasi su un piatto d’argento. Fisso, variabile, agevolato, a tasso di preoccupazione zero. Come lo vuoi tu. Il mutuo va di moda. E i giovani piuttosto che restare tra la schiera dei 7 milioni di bamboccioni che vivono ancora con mamma e papà, lo accendono. Solo a Milano, nei primi sei mesi del 2007 il 53 per cento delle “richieste di mutuo” aveva in calce la firma di un under 35 (fonte MutuiOnline). Un dato confermato anche dalla relazione “Sulla condizione abitativa degli italiani”, presentata dall’Istat al Parlamento in luglio: su 4,8 milioni di giovani “fuori casa”, il 18,9 per cento ha un’abitazione di proprietà. In realtà, prima di poter dire “questa è casa mia”, quel giovane dovrà aspettare ancora 30 anni. Per ora il proprietario è la sua banca.

Comprare, comprare, comprare. In nome della “famigerata” bolla immobiliare. Anche se sei precario e guadagni mille euro al mese. Una contraddizione in termini: lavoro flessibile, ma appartamento fisso. Perché trovar casa in affitto, da atipici, è una corsa a ostacoli. E solo 32 giovani su 100 riescono ad arrivare al traguardo (Istat). Ma non è merito del doping.
La soluzione si chiama “convivenza”. Scelta, forzata, a volte sbagliata. Più che sogni, però, si dividono affitto e bollette. Vale per gli italiani, come per gli stranieri. La differenza sta solo nei metri quadri calpestabili.
Per la casa, in Italia, si fanno ancora sacrifici: per costruirla, renderla accessibile e solidale. Ma anche per difenderla. Perché, come vi raccontiamo in questo numero, la casa prima che un diritto, è un bisogno.

Elena Parasiliti

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