Annata 2008
1938-2008/Corsi e ricorsi (n.154, luglio-agosto 2008)
L'editoriale

Il Parlamento europeo ha approvato una direttiva che prevede, per gli immigrati clandestini, in attesa del rimpatrio, una detenzione (senza processo) che può durare fino a 18 mesi. A Milano è iniziato il censimento nei campi rom, in nome della sicurezza.

Si addensano nubi grigio scuro nel cielo della nostra estate.  Non contano i comportamenti dei singoli. Basta appartenere a una categoria di persone e si viene considerati pericolosi. Si fa di tutta l’erba un fascio. Ma la posta in gioco è alta. Lo sa bene Nedo Fiano, ebreo, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz, autore del libro “A 5405. Il coraggio di vivere” (ed. Monti). Quando ha saputo che le forze dell’ordine sono andate, di mattino presto, nel campo rom di via Impastato di Milano per “censire” Goffredo Bezzecchi (anche lui un ex deportato) e i suoi familiari, gli ha mandato un messaggio di solidarietà.

E a noi di Terre, Nedo Fiado ha così spiegato questo suo gesto. “Ho conosciuto la persecuzione. So cosa vuol dire essere additati per una colpa collettiva. Anche per noi ebrei, nel 1938, ci fu un censimento. Avevo 16 anni e mi ricordo ancora quei moduli, che i miei genitori compilarono, senza capire bene quali sarebbero state le conseguenze. Il problema sta nell’uso che si farà dei dati raccolti per il solo fatto che queste persone appartengono ad una minoranza”.

Elena Parasiliti

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