Sono passati solo 8 anni, ma il G8 di Genova nel 2001 sembra storia lontana. Dal 19 al 22 luglio per le strade e i vicoli del capoluogo ligure sfilarono circa 220mila persone: non c’erano solo i black bloc che misero a ferro e fuoco la città, ma soprattutto donne e uomini che volevano manifestare le loro idee e la loro partecipazione ai grandi temi del mondo. Le violenze di quei giorni, durante i quali fu ucciso Carlo Giuliani (era il 20 luglio, ndr), fecero dimenticare le idee e le proposte del Genoa Social Forum, sorto nei mesi precedenti per dare voce al movimento e al quale avevano aderito decine di associazioni ed enti.
E oggi? Che cosa è rimasto di quel vasto movimento, che coinvolse cattolici e laici, centri sociali e suore? Non è scomparso. In questi otto anni si è mobilitato più volte. Oltre alla piazza il movimento ha usato, per le sue campagne, internet. Contro la guerra in Iraq sono scesi per le strade di Roma, il 15 febbraio 2003, 3 milioni di manifestanti; in Val Susa per dire no alla Tav erano 80mila (10 novembre 2005). Nel 2006 la fotopetizione Onu per arrivare a un Trattato internazionale sul commercio di armi ha raccolto oltre 40mila adesioni, mentre contro l'ampliamento della base militare Usa a Vicenza hanno sfilato in 120mila. Nel 2007 la proposta per una legge d'iniziativa popolare per l'acqua pubblica ha raccolto 200mila firmatari, la richiesta di abolizione dei costi di ricarica dei cellulari ha avuto l'adesione di 820mila firmatari. In queste settimane, la campagna "Non aver paura", promossa da una trentina di associazioni (dalle Acli ai sindacati, dalla Caritas Italiana ad Amnesty International), ha raccolto l'adesione di 14.657 persone.
Noi di Terre di mezzo, in collaborazione con l'agenzia Redattore sociale, abbiamo cercato di capire, alla vigilia del nuovo G8 a L’Aquila, che cos'è oggi il movimento nato con il Genoa Social Forum e propone per i prossimi giorni una serie di lanci ai protagonisti e ai testimoni di quei giorni.
Dario Paladini
LE INTERVISTE
Donatella della Porta, esperta di movimenti e partecipazione
Francesco Gesualdi, coordinatore del Centro nuovo modello di sviluppo
Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace
Riccardo Moro, direttore della Fondazione Giustizia e solidarietà della Chiesa italiana
Sr. Cristiana Marchetti, abbadessa del convento di S.Maria Madre di misericordia e di pace di Lievi (Ge)
Sergio Marelli, direttore di Focsiv e presidente dell'associazione Ong italiane
Vittorio Agnoletto, ex parlamentare europeo e portavoce del Genova social forum nel 2001
Alberto Zoratti, ex portavoce di Rete Lilliput e consulente di Faircoop










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