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Fieri della Fiera
Sono i nostri impareggiabili capo-volontari! Qui, le loro testimonianze. E l'invito ad unirsi al gruppo per l'edizione 2014!


Abbiamo intervistato i volontari che quest'anno si occuperanno di affiancare noi dello staff nelle varie aree di operatività in Fiera: logistica, accessi, programma culturale, differenziata, ingressi, accrediti, ufficio stampa. Di seguito pubblichiamo le loro risposte: sono l'invito migliore per chi vuole dare la propria disponibilità e partecipare per la prima volta! C'è tempo fino al 28 febbraiobasta compilare il form, dando la propria disponibilità di tempo in una o più delle giornate di Fiera (28-30 marzo).  L'indirizzo per info è volontari@falacosagiusta.org

 


- Da quanto fai il volontario e cosa ti ha spinto ad incominciare?

- Sei capo volontario di quale settore? E quali sono le caratteristiche che una persona deve avere per impegnarsi in questa area?

- Qual è il ricordo più bello che ti porti dentro della tua esperienza da volontario a Fa' la cosa giusta!? Raccontaci l'aneddoto più simpatico da condividere!

 

FRANCESCA 
Sono diventata volontaria 10 anni fa per la prima volta e da allora ho seguito tutte le edizioni! Mi hanno convinto le tematiche e i valori che la fiera diffonde, che condivido del tutto, e che vorrei si diffondessero il più possibile.
Sono capovolontaria del programma culturale. Le caratteristiche? Gambe scattanti e tanto fiato...! Oltre alla capacità di affrontare imprevisti e necessità dell'ultimo minuto, alle quali far fronte nel minor tempo possibile. Elasticità e capacità di improvvisazione sono essenziali.
Tanti ricordi, tutti belli. Come quando gli espositori e i visitatori ti ringraziano per quanto stiamo facendo, mostrando un reale interesse e coinvolgimento: questa è la conferma che sto facendo qualcosa di buono.


ERIKA 

Ho fatto la volontaria a Fa' la cosa giusta! per la prima volta nel 2009, e l'anno dopo ero già tra i capi volontari. Ho iniziato perchè tra i temi della fiera ci sono questioni che mi stanno molto a cuore, quindi ci tenevo molto a contribuire attivamente alla realizzazione di questo evento, ma anche a capire "dall'interno" come funziona.
Sono capo volontaria dell'ufficio stampa, ovvero il desk che accoglie giornalisti e fotografi in visita alla fiera per lavoro. Il compito dei "miei" volontari è quello di registrarli e se possibile indirizzarli verso ciò che gli può interessare di più per fare in modo che ne parlino (bene!) sulle loro testate. Bisogna avere una buona attitudine al contatto con il pubblico, ma anche un pizzico di pazienza.
Ho tantissimi bei ricordi di questi cinque anni di Fa' la cosa giusta!, soprattutto dei momenti passati con tutti i volontari a festeggiare la buona riuscita della fiera, ma stare in ufficio stampa mi ha anche permesso di trovarmi a tu per tu con tante persone che ammiro


JEAN PAUL 
Faccio il volontario da 3 anni - questa sarà la 4° edizione, dunque! Dovrò contare le maglie da volontario in armadio per esserne sicuro, o ripensare a tutte le belle persone che ho incontrato in questi anni. Credo di aver saputo della Fiera attraverso gli spot radiofonici passati su Radio Popolare. Ricordo di essere passato a farmi un giro in fiera in quel lontano 2010 e di essere stato rapito dalla presenza di tutte quelle esperienze raccolte sotto lo stesso padiglione. Conoscevo molte delle realtà presenti in fiera quell'anno e confesso di aver sentito quella sensazione rappresentabile nel sospiro-sorriso: "sono a casa". Lì capii che quello era il Mondo che volevo, sentivo di condividere gli scopi e gli obiettivi della Fiera. Non potevo non dare una mano alla costruzione di quel momento, di questo posto dove molte persone venivano a contatto con idee, persone, progetti, visioni del mondo che si incrociavano, si contaminavano, si conoscevano, si arricchivano. La dentro qualcosa cambiava, qualcosa di piccolo, un momento che durava 3 giorni, pochi attimi, "un mondo migliore è possibile" pensai. Divenni volontario l'anno successivo. 
Sono uno dei capovolontari della raccolta differenziata. Negli anni passati in questa area, ho conosciuto molti volontari, con differenti "caratteristiche". A mio parere, non ci sono delle caratteristiche che una persona deve avere, ognuno interpreta il ruolo in base alla propria persona. Alla raccolta differenziata ci occupiamo di selezionare i rifiuti cestinati in modo sbagliato, di gestire le isole ecologiche sparse per la fiera, di parlare con i visitatori "formandoli" sul come suddividere i rifiuti, contrastando l'ancora persistente "frettolosità" del "butto dove mi capita". Può sembrare banale ma non sempre il comportamento in casa viene replicato all'esterno, ed è ciò che capita in fiera. La fiera è una Fiera "plastic-free" e quindi i bicchieri, posate, piatti sono tutti in materiale biodegradabile, il nostro compito è anche quello di insegnare alle persone come distinguere attraverso la codifica apposta sugli oggetti, il materiale di cui sono composti.
Forse la cosa più bella è conoscere persone che, da percorsi differenti, lontane geograficamente, condividono idee, sensibilità, sperimentazioni, desideri, sogni, ambizioni. Per quanto spesso possa capitare di sentirsi "soli" o "in pochi", in fiera ci si carica di entusiasmo, si respira l'entusiasmo altrui. Ho visto volontari che, iscritti ad un solo turno, sono tornati il giorno dopo, ed il giorno dopo ancora: "non potevo non tornare a darvi una mano!". 
 

PAOLO 
Ho fatto il volontario nelle ultime 3 edizioni della fiera. Ho iniziato perché ho un interesse personale per molte delle tematiche trattate dalla Fiera. Trovo che questo evento sia un ottimo strumento per diffondere a un grande pubblico la sensibilità verso queste tematiche. Conoscendo le due responsabili delle casse e parlando con loro, mi sono convinto che può essere utile dare un piccolo contributo per rendere possibile la realizzazione della fiera... e poi fare il volontario a Fa' La cosa Giusta è divertente!
Sono stato promosso quest'anno capo volontario delle casse. Per svolgere questo ruolo serve una buona capacità organizzativa, una buona dose di propensione alle relazioni con il pubblico e una pizzico di capacità di improvvisazione!
É difficile individuare "l'episodio più bello" vissuto da volontario in Fiera... Ma vi racconterò questo: l'anno scorso, alla riunione dei capo volontari dopo la chiusura della fiera sabato sera (ero imbucato pur non avendo il "grado"), mi sono offerto recuperare, prima dell'apertura della domenica mattina, un centinaio di sacchi per la differenziata, visto che scarseggiavano e non si sapeva dove prenderli. Ho chiesto quindi se poteva servire qualcos'altro e scherzando mi hanno detto "un cabaret di pasticcini"... Al mattino successivo mi sono presentato con una fila di rotoli di sacchi gialli e un vassoio di paste. Le facce di Federico e Silvia di fronte alle paste, erano incredule e raggianti... Da quel momento in poi, ogni volta che li incrociavo era un fioccare di richieste assurde per vedere fino a che punto potessi arrivare per accontentarli... Penso che quelle paste siano state il motivo per cui sono stato promosso capo volontario quest'anno!


ARTURO 

Sono volontario dal 2000, da quando sono ritornato nella mia terra d'origine (Taranto-Puglia) dopo varie esperienze lavorative in altre regioni d'Italia. Tornato a casa, a Taranto, avevo tanta voglia di cambiamento, di condividere quanto appreso in altre città, sia dalle relazioni e sia dal lavoro; perchè è lì che ho potuto vedere che tanto c'è ancora da fare per e nella mia città. Decidere di fare il volontario per "Fà la cosa giusta" è stato molto spontaneo, proprio per non perdere quel continuo confronto e contatto con le persone che ogni giorno hanno voglia di mettersi in giorco e sperimentarsi... proprio come me!
Sono capo volontario dell'area logistica. Un volontario, a prescindere dall'area, si contraddistingue nel "sentirsi un volontario", cioè avere tanta voglia di fare e richiede lo stesso impegno di un lavoro, solo che in più ci si diverte e ci si confronta con altre realtà. Poi c'è sempre tanto da imparare, conoscere gente nuova e "lavori nuovi", ritrovandosi puntualmente ogni anno in un luogo in cui condividiamo un unico obiettivo: fare e produrre cambiamento positivo per se stessi e per gli altri!
Ho partecipato alle due scorse edizioni di Fa' la cosa giusta, episodi divertenti ne ho vissuti tanti. Quello che ogni anno mi porto a casa è il ricordo di giorni trascorsi in un'atmosfera familiare e che ogni anno sono pronto a rivivere e consolidare. Non dimentico che da buon pugliese sono il promotore e divulgatore delle famose "bombette di Alberobello".


RAFFAELLA 
Ho iniziato nel 2008, e da allora sono una fedelissima! All'epoca mi offrii per varie ragioni: innanzitutto perché credo nel volontariato come fonte di supporto per la società e anche come risorsa importante per la crescita personale (ho fatto la volontaria per anni con associazioni che lavoravano con persone disabili e sono stati anni bellissimi!). E poi perché i temi della fiera mi interessavano molto, allora come oggi, e mi sembrava un'ottima opportunità per entrare in contatto con realtà legate allo sviluppo consapevole e al terzo settore.
All'inizio sono stata capo volontaria agli accessi e da qualche anno mi occupo degli accrediti. Per stare agli accrediti bisogna avere innanzitutto molta pazienza e cortesia (qualità che non possono mai mancare quando si ha a che fare con il pubblico), ma anche abilità nel districarsi tra le decine di persone, associazioni e gruppi che si presentano senza sosta al bancone, con le domande più disparate. Abbiamo liste infinite con nomi e istruzioni sulle persone accreditate, ma se non lavori nell'organizzazione, difficile raccapezzarsi tra tanti foglietti!!. 
Non ho aneddoti particolari. Sicuramente l'anno che ho portato i miei figli (all'epoca di 8 e 1/2 e 10 anni) è stato molto bello per me (anche se più impegnativo). Vederli curiosare nei vari stand, fare domande sulle attività, partecipare ai laboratori, conoscere gli altri volontari e anche dare un contributo, seppur minimo: non ha prezzo! Piccoli volontari crescono? Spero proprio di si!

 

 

 

 

 

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