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Obiettivo 50 mila firme
I sindaci aderenti al Manifesto "no slot" hanno inaugurato l'iter per far arrivare, con l'aiuto dei cittadini, le loro proposte in Parlamento. Firma anche tu presso il tuo Comune!

La sala Alessi di Palazzo Marino a Milano era gremita di sindaci e consiglieri comunali provenienti da mezza Italia. Al lancio della raccolta di firme per il disegno di legge d'iniziativa popolare contro il gioco d'azzardo hanno partecipato oggi pomeriggio 80 primi cittadini. Ed è "solo" una rappresentanza dei 315 comuni (in cui risiedono circa 7,6 milioni di italiani) che hanno aderito al Manifesto contro le slot machine. "È una legge scritta con il contributo di tutti", ha affermato Angela Fioroni, segretario generale di Legautonomie, che insieme alla Scuola delle buone pratiche di Terre di mezzo ha curato i lavori di stesura del testo. Ora l'obiettivo è raccogliere 50mila firme, requisito indispensabile per presentare il disegno di legge in Parlamento. "Non siamo proibizionisti -ha aggiunto Piero Magri di Terre di mezzo-. Ma siamo per regolamentare il settore, viste le conseguenze sociali che provoca il gioco d'azzardo". 

Sono circa 32 milioni i giocatori di azzardo in Italia, oltre il 54% della popolazione. Tre milioni sono a rischio patologico, circa 800mila i giocatori già patologici. Le risorse necessarie alla cura di queste dipendenze si stima ammontino a circa 7miliardi di euro. Il giro d'affari del settore nel 2012 è stato di 88 miliardi di euro. "Faccio un appello alla politica nazionale -ha sottolineato Ada De Cesaris, vicesindaco di Milano-, perché non faccia più certi trattamenti di favore e sconti a questo tipo di giochi e all'industria che lo sostiene". 

Il disegno di legge è composto di 22 articoli. La regola numero uno è che non si potrà più piazzare ovunque le slot machine, ma solo in apposite sale da gioco. Quindi anche il bar dovrà avere un locale dedicato: il brivido dell'azzardo non potrà più mischiarsi all'aroma del caffé. Inoltre, ogni macchinetta funzionerà solo inserendo la tessera sanitaria (come avviene per i distributori automatici di sigarette), così da evitare che ci giochino i minori. Terza regola fondamentale, gli operatori delle Asl o delle associazioni di volontariato devono poter accedere liberamente ai locali per parlare con i giocatori e informarli sui rischi di dipendenza.

Nel disegno di legge ci sono poi articoli che mirano a contrastare le infiltrazioni mafiose, l'evasione fiscale e tributaria, a contenere le pubblicità e a garantire cure reali per le persone affette da gioco d'azzardo patologico. Ai sindaci, infine, è dato il potere di autorizzare o meno l'apertura di sale da gioco.

Approfondimenti: scuoladellebuonepratiche.it

 

Redazione: Dario Paladini, 9.10.013

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