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Come fa strada un cammino

Segnalare la strada è solo l’inizio. Un lavoro che costa tanta fatica e che richiede tempo, ma che non è sufficiente. Perché un cammino faccia tanta strada, servono gli amici. “Con l’aiuto della provvidenza, ho trovato le persone giuste. Quello che colpisce è la gratuità del loro aiuto: non guadagnano nulla dal cammino”. Quando un anno fa è uscita la guida Il cammino di San Benedetto (Terre di mezzo Editore), Simone Frignani, l’autore e l’apripista del cammino da Norcia a Montecassino (16 tappe da non più di 20 chilometri ciascuna), ha trovato tante persone che si sono prese a cuore un pezzo del territorio dove abitano. Come Angelo Ciampa, vicepresidente dell’associazione Amici della montagna, l’uomo che si è preso carico della tappa a Roccasecca, in provincia di Frosinone. “Accompagna i pellegrini sugli eremi e all’interno delle gole del Melfa”, racconta Frignani. Ciampa regala storie e tempo ai visitatori. E ognuna delle sedici tappe ha un suo angelo: il segreto è tutto qui.

“Se un cammino funziona, comincia a vivere di vita propria”, dice Frignani. Non solo: stimola la comunità a prendersi cura di ciò che sta accanto. Di cui spesso nemmeno si è accorta. È il caso di Orvinio, paese da 470 anime nella provincia di Rieti, al centro del cammino: l’ottava tappa. Santa Maria del Piano è una perla che non ti aspetti. L’abbazia del 817 secondo la leggenda è stata fondata da Carlo Magno. Non sembra che qualcuno si sia mai accorto del suo valore artistico: “La vegetazione se la stava divorando, prima che alcuni visitatori di Belluno si offrissero di liberarla dai rami”, racconta Frignani. Ovviamente, anche loro, si offrono volontari: “A settembre organizzeremo un evento per ripulire l’abbazia”, aggiunge l’autore.

La storia del cammino di San Benedetto insegna che basta qualche circostanza fortunata, o la provvidenza come dice Frignani, perché un percorso abbandonato diventi una meta. “Stanno aprendo dei bed and breakfast tutt’attorno alla via, segno che quello dei cammini, per quanto basato su volontari, non è un turismo povero. L’indotto dei visitatori è comunque importante”, dice Frignani. Lo confermano i numeri: mentre il comparto turistico è in crisi, i cammini segnano una crescita del 10-15 per cento da un paio d’anni. Persino la Regione Lazio s’è accorta della loro importanza. A settembre il Consiglio dovrebbe iniziare a valutare una proposta di legge per riconoscere e tutelare le vie dei pellegrini come patrimonio turistico e culturale. “È il momento buono: bisogna battere il ferro finché è caldo”, conclude Frignani.

Il 3 ottobre uscirà la nuova edizione de Il cammino di San Benedetto (Terre di mezzo Editore), con tanti indirizzi e rifugi in più.

Redazione: Lorenzo Bagnoli, 23.07.013

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