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Consumi, con la crisi i milanesi diventano più "eco"
È quanto emerge dai "diari d'acquisto" compilati da 900 famiglie, 177 delle quali di origine straniera, nell'ambito dell'indagine "Consu-Mi".

 

A Milano, quando si mette mano al portafoglio, si fa attenzione a due aspetti: il prezzo del prodotto e l'ecosostenibilità. Ecco l'identikit del milanese medio che fa acquisti, secondo quanto emerge dalla settima edizione di "Consu-Mi", ricerca curata dall'istituto statistico Ipsos per Camera di Commercio. "È il segno che le abitudini dei consumatori sono cambiate", commenta Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos. Tre milanesi su quattro sono "eco": il 45 per cento del totale è “ecorisparmiatore”, quindi sceglie di limitare i costi senza perdere di vista il rispetto dell'ambiente. Il 29 per cento è invece “ecoconsumatore”, quindi decide di acquistare solo prodotti "etici e responsabile", dice la ricerca Ipsos. 21 milanesi su cento sono invece risparmiatori guidati solo dalla convenienza e dalle promozioni, mentre solo il 5 per cento compra in base alla marca e alla novità del prodotto. È quanto emerge dai 900 "diari d'acquisto" compilati da 900 famiglie milanesi, 177 delle quali di origine straniera. Proprio il confronto tra "milanesi d'Italia" e "milanesi immigrati" è la novità più significativa della rilevazione di quest'anno. Gli stranieri sono più risparmiatori: il 36 per cento dell'insieme contro il 18 degli italiani, dove invece è più folta la truppa degli ecoconsumatori (33 per cento).

Famiglie e crisi: come incide nei consumi. Le famiglie di immigrati consumano meno 1.400 euro in meno rispetto agli italiani. Risparmiano su alimentari (279 euro al mese, invece dei 466 degli italiani), beni e servizi (262 anziché 404 euro) e trasporti (224 anziché 319 euro), mentre spendono di più per la casa (514 invece dei 428 euro degli italiani, ma va escluso il "fitto figurativo", il dato virtuale del canone nelle case di proprietà). Meno della metà delle famiglie straniere sarebbe in grado di sostenere una spesa improvvisa di mille euro, contro invece l'85 per cento delle famiglie di origine italiana. La forbice cresce se l'"imprevisto" ha uno zero in più: sei nuclei immigrati su cento reggerebbero l'urto, contro i 51 italiani. In media, il un segno meno del 35 per cento rispetto all'ultima edizione della ricerca. Il motivo? Il 58 per cento dei milanesi non riesce più a risparmiare (il 63 per cento dell'insieme degli stranieri). Tre milanesi su dieci pensano di riuscire a mettere in cassaforte qualche soldo. Complessivamente, il 36 per cento dei milanesi pensa che il suo reddito sia diminuito nel 2012. Il dato arriva al 38 per cento se si considerano solo gli stranieri (contro il 28 degli italiani). Causa dell'assottigliarsi dei risparmi, per il 72 degli italiani di Milano la riduzione degli stipendi, mentre il 32 per cento degli stranieri (contro il 18 degli italiani) lo imputa alla perdita del lavoro.

Le ragioni delle differenze: famiglie giovani e famiglie anziane. Dall'immagine dei consumi, emerge anche un quadro sulla composizione delle famiglie milanesi. Tra nuclei di origine italiana e di origine straniera, le differenze principali riguardano l'età (il 37 per cento degli stranieri ha fino a 35 anni, contro il 6 per cento degli italiani, che per il 47 per cento sono over 60). Più giovani significa anche più disoccupati: sono il 6 per cento le famiglie dove il padre è disoccupato, contro l'1 per cento di quelle milanesi. Sono il 46 per cento le famiglie pensionate tra quelle italiane contro il 2 per cento di quelle italiane. Quasi la metà delle famiglie italiane ha un reddito fino ai 25 mila euro, percentuale che sale fino all'83 per cento per gli stranieri.

"I dati che emergono dalla ricerca ci spingono a orientare le politiche: sostenere i consumi significa sostenere i redditi da lavoro", dichiara Cristina Tajani, assessore alle politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Universita e Ricerca al Comune di Milano. Per questo, sottolinea Tajani, anche nel 2013 il Comune di Milano ha stabilizzato o dato lavoro a 600 cittadini tramite Occupami, un bando di Palazzo Marino e Camera di Commercio che sia per il secondo anno mette a disposizione 2,5 milioni di euro alle imprese milanesi che assumono o stabilizzano.Sono due milioni gli euro erogati dalla Fondazione welfare ambrosiano a sostegno dei milanesi: 250 le iniziative a sostegno del microcredito e 50 per gli imprenditori in difficoltà. "Nei prossimi mesi aggiorneremo anche un dato su come è cambiata la povertà a Milano", annuncia Enrica Corti di Camera di Commercio. 

 

Redazione: Lorenzo Bagnoli, 22.07.013

 

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