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Lunghe liste d’attesa e costi alti: gli ostacoli alle cure degli italiani
Rapporto Pit Salute del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. Dopo anni in cui gli errori medici rappresentavano il problema più sentito dalle persone, quest'anno la prima voce è quella dell'accesso alle prestazioni sanitarie.

Liste di attesa, ticket e accesso alle prestazioni sempre piu' difficile. E' questa l'immagine del nostro Servizio sanitario nazionale cosi' come emerge dal XVI Rapporto PiT Salute del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, presentato oggi a Roma. "Meno sanità per tutti, la riforma strisciante" è il titolo del Rapporto, che dopo anni in cui gli errori medici rappresentavano il problema più sentito dalle persone, quest'anno vede appunto come prima voce quella dell'accesso alle prestazioni sanitarie (18,4% del totale delle 27.491 segnalazioni del 2012).

Le difficoltà sulle lunghe liste d'attesa per accedere ad esami, visite ed interventi chirurgici sono la prima voce (74,3%) delle segnalazioni dei cittadini. Proprio a causa delle lunghe liste d'attesa si registra il maggiore ricorso all'intramoenia (15,4%) e l'insostenibilità dei costi dei ticket (10,3%). Il 37,2% delle segnalazioni riguarda gli esami diagnostici, mentre il 29,8% fa riferimento a visite specialistiche. Un'altra parte rilevante delle segnalazioni (28,1%) si concentra attorno alle richieste di ricovero per intervento chirurgico, mentre quasi il 5% rappresenta gli accessi per terapie oncologiche, quali chemioterapia e radioterapia. Nell'ambito degli esami diagnostici, mediamente, si attende di più per le prestazioni di radiologia, come dimostra il 24% delle segnalazioni del 2012 (15,4% nel 2011). Si tratta di un dato in aumento che sottolinea l'annosita' del problema. Seguono due ambiti molto delicati, l'oncologia con il 17,5% (20,4% nel 2011) e ginecologia e ostetricia con il 13,6% (nel 2011 14,3%).

L'accesso ai farmaci appare l'ambito maggiormente gravoso in termini economici ed è stato segnalato dai cittadini nel 25,7% dei casi. Per quanto riguarda i farmaci in fascia A i cittadini sono costretti a pagare una differenza di prezzo maggiore tra il generico e il griffato. I pazienti, in particolare quelli affetti da patologia cronica e rara, devono pagare di tasca propria farmaci in fascia C, arrivando a spendere in media all'anno 1.127 euro, o parafarmaci (1297 euro), nonostante siano per loro indispensabili e insostituibili, e ne debbano fare uso per tutta la vita.

Il peso dei ticket sulla diagnostica e la specialistica (16,3%) è il terzo settore segnalato dai cittadini come eccessivamente gravoso dal punto di vista economico e sta diventando un vero e proprio ostacolo alle cure. Se poi in una famiglia è presente un invalido o un anziano c'e' davvero di che preoccuparsi: strutture residenziali dai costi esorbitanti (7,6%), per le quali i cittadini arrivano a pagare in media all'anno 13.946 euro.

Il 17,7% delle persone (16,3% nel 2011) si rivolge al Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva per casi di presunto errore medico, con una diminuzione di quelli relativi ai presunti errori diagnostici e terapeutici, (62,7% del 2011, 57% del 2012).

"La fotografia che emerge evidenzia che il Ssn pubblico, universale, equo e solidale, così come lo abbiamo sempre conosciuto, oggi purtroppo è un lontano ricordo - commenta Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva e responsabile del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici - A chi dice che bisogna ripensare il concetto di universalismo, rispondiamo che ciò è già stato realizzato nei fatti attraverso una riforma 'non formalizzata', sulla quale né i cittadini, né gli operatori sanitari e tutti gli altri attori sono stati chiamati a dire la loro: praticamente una vera e propria riforma 'strisciante'".

Queste le principali proposte del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva:
1 - Stop ad ulteriori tagli al Fondo Sanitario Nazionale.
2 - Aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza attuando quanto previsto dall'art. 5 del Decreto Balduzzi: revisione elenchi delle patologie croniche e rare esenti, revisione del Nomenclatore Tariffario delle Protesi.
3 - Agire in maniera sistematica per governare le liste d'attesa, partendo da: aggiornamento del Piano di Governo delle liste di attesa scaduto da oltre un anno; gestione delle agende per i ricoveri ospedalieri più trasparente, promuovendo la messa in rete e la centralizzazione delle relative informazioni; trasparenza e consultabilita' per tutti i cittadini dei tempi di attesa reali (e non solo i tempi massimi) per visite, esami, day surgery e ricoveri indicandoli sul proprio sito, in una apposita sezione denominata 'Liste di attesa'.
4 - Prevedere la discrezionalità della politica solo all'interno di una cornice rigida di competenze certificate, non solo nella nomina dei direttori generali delle Asl ma allargata ai manager di agenzie ed enti pubblici che si occupano comunque di sanità
5- Coinvolgere le organizzazioni dei cittadini e dei pazienti, azionisti e utenti del Ssn: nell'iter di approvazione del nuovo Patto per la Salute che traccera' la sanita' per i prossimi anni e nell'eventuale iter di riforma del sistema dei ticket.

 

Fonte: Redattore Sociale

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