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Prevenire l'emergenza
130mila profughi siriani si trovano in Libia. Potrebbero sbarcare in Italia. Ci faremo trovare impreparati di nuovo, come è successo due anni fa?

Nel mese di giugno sono sbarcati sulle coste italiane poco più di 2.600 migranti. Non costituiscono un flusso eccezionale, ma preoccupa la situazione della Siria. “È chiaro che tutti gli anni ci sono dei picchi negli arrivi all’inizio dell’estate, quando il tempo e il mare sono migliori. Io non parlerei né di un’emergenza nazionale, né ancora di un’emergenza a Lampedusa”. È quanto dichiara Laurens Jolles, delegato dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr) per l’Europa Meridionale.  "Più di un milione di siriani però -spiega- sono rifugiati nei paesi limitrofi e finora solo una piccolissima parte si trova in Europa. Non è il caso di allarmarsi ma di essere preparati”. È l'appello che le Nazioni Unite fanno all'Italia nella Giornata mondiale per i rifugiati.

Solitamente le famiglie siriane in fuga dalla guerra transitano dalla Turchia e arrivano, via mare, sulle coste calabre e pugliesi, ma dal Consiglio italiano per i rifugiati arriva la notizia che “ci sono 130mila siriani in Libia in questo momento”. Quindi potrebbero anche seguire la rotta per l’Europa che passa dal sud del Mediterraneo. Secondo Carlini “comunque l’Italia si deve preparare con un piano di contingenza per un’eventuale arrivo di siriani, al contrario di quanto è successo con la primavera araba in cui per molti mesi si è visto uno stato di assoluta incapacità decisionale e gestionale. Anche il numero di 130mila siriani in Libia è  ancora molto basso rispetto ai siriani presenti in Turchia, ma può influenzare le rotte del sud del Mediterraneo”.

Secondo l'Organizzazione mondiale dei migranti (Oim), dall'inizio dell'anno al 19 giugno sono arrivate via mare sulle nostre coste 7.200 persone, poco più del doppio rispetto alla stesso periodo dell'anno scorso quando furono 3540.

 

Fonte: Redattore Sociale, 20.06.2013
Immagine dalla galleria di lavori migranti "Il viaggio inciso", Asinitas onlus  

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