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Ciao Roberto, sarai sempre il libraio dei ragazzi
Ora che Roberto Denti non c'è più, ci rimane la "sua" Libreria dei ragazzi che ha fatto crescere generazioni di milanesi. "Se date un libro a un bambino sarà più pronto ad affrontare il mondo e il futuro", diceva ai lettori di Terre nel 2011.

Era il marzo 2011, quando abbiamo incontrato per l'ultima volta Roberto Denti. Eravamo tra gli scaffali della Libreria dei ragazzi, "la sua libreria", in via Tadino 53 a Milano. Mara Pace e Anselmo Roveda, storici collaboratori di Terre di mezzo magazine e anime della rivista di letteratura per l'infanzia "Andersen", l'avevano coinvolto in un'intervista doppia. A Milano lui, a Teheran Farideh Khalatbaree. Si conoscevano così -sulle pagine del nostro giornale- due librai indipendenti, accumunati da due grandi passioni: i libri e i "marmocchi".

Nel giorno in cui Milano -e noi- salutiamo Roberto, scomparso oggi (22 maggio, ndr) a 88 anni, ricordiamo quel pomeriggio di primavera. E quell'uomo "dalla tempra partigiana", riproponendovi quell'articolo.

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"La porta segreta" di Mara Pace e Anselmo Roveda

Tra Milano e Teheran ci sono diverse migliaia di chilometri e quasi otto ore di volo. E ben assortite differenze, compresa l’attribuzione di valore al verde in politica, ma questa è un’altra storia. Non mancano però i punti di contatto. In entrambe le città, ad esempio, operano due persone determinate e indipendenti, tutt’e due impegnate nella cultura e nel libro per l’infanzia da oltre un quarto di secolo.

A Milano c’è Roberto Denti (cremonese, tempra partigiana, classe 1924), che nel 1972 ha aperto, insieme alla compagna Gianna Vitali, la Libreria dei ragazzi, la prima di questo genere in Italia. Oggi ne esistono una cinquantina, da Vittorio Veneto a Catania, a dimostrazione che i librai milanesi avevano visto giusto.

A Teheran, invece, c’è Farideh Khalatbaree, prima donna a ottenere una licenza per aprire una libreria nel suo Paese, nonché fondatrice, nel 1984, della casa editrice Shabaviz che con il suo ricco e originale catalogo di albi illustrati (tutti di autori iraniani) si è meritata nel 2004 il premio New Horizon della Fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna.
“Decisi di aprire una libreria perché mi piacciono i libri. Un mio cugino di Pontremoli, che iniziò a fare il vino molto tardi, mi aveva dimostrato che a qualsiasi età si può cominciare a lavorare nel campo delle proprie passioni.” Roberto Denti racconta così l’inizio della sua avventura nell’editoria per l’infanzia. È la Milano del ’68 appena trascorso e nel capoluogo lombardo ci sono molte librerie. Così Roberto Denti, sostenuto dalla “capacità realizzativa” di Gianna Vitali, decide di specializzarsi.

Ma in cosa? La risposta arriva in fretta: libri per bambini. E la scelta non può che discendere da una catena di affetti, memorie e convinzioni: due genitori direttori didattici, l’amicizia con Gianni Rodari (fin dai tempi della professione giornalistica nell’immediato dopoguerra) e quella con Mario Lodi (il maestro narratore che ebbe il primo incarico come insegnante proprio dalla madre di Roberto), l’importanza riconosciuta all’infanzia. La scelta si compie e si coniuga con l’impegno civile, l’amicizia con Rodari conta molto: “Devo a lui questo senso politico della vita e dell’infanzia”, dice oggi Denti.

Farideh Khalatbaree, al contrario, ha iniziato pubblicando sia libri per adulti che per bambini. La scelta di occuparsi d’infanzia è arrivata in un secondo momento. “A un certo punto ho capito che ero interessata soprattutto ai lettori giovani: imparano più facilmente e quando credono in qualcosa se lo ricordano anche da grandi”. Così, da 26 anni, tutte le settimane nella redazione di Shabaviz si ritrovano scrittori e illustratori per ragazzi a discutere nuove idee con la fondatrice: martedì alle quattro del pomeriggio si parla di immagini, e ogni giovedì mattina di testi. Un lavoro progettuale intenso, che punta tutto sulla qualità, unendo alla ricerca nel campo dell’illustrazione un forte legame con le tradizioni iraniane. “Sono parte di noi -spiega Farideh Khalatbaree-. È inevitabile che entrino nei libri che facciamo”.

Shabaviz però deve scontrarsi con molte difficoltà e per la sua sopravvivenza dipende quasi esclusivamente dalla traduzione dei propri libri all’estero,  arrivati in Italia anche grazie a Terre di mezzo Editore, come nel caso de "I misteriosi tatuaggi del mio papà" e "Il bosco delle meraviglie" (trovate quest'ultimo fresco di ristampa sul nostro sito, con lo sconto del 10%, e dal 6 giugno in libreria). Gli albi di questa piccola casa editrice iraniana in patria non sono distribuiti: vengono venduti soltanto nella piccola libreria di Shabaviz o per corrispondenza. “Chi ha letto i nostri libri da bambino oggi li acquista per i propri figli e i nipoti”, racconta Farideh Khalatbaree. “Ma è difficile resistere all’interno di un panorama orientato al profitto. Sono centinaia, in Iran, le case editrici che pubblicano libri per ragazzi, ma quasi nessuna pensa davvero ai bambini o è impegnata in attività culturali. Avendo il sostegno del governo, possono vendere quello che vogliono al prezzo che vogliono. Shabaviz non ha il sostegno di nessuno e non è facile imporsi soltanto con la qualità: non sempre i genitori, abituati ad acquistare i libri prodotti per il mercato di massa, sanno riconoscere un buon titolo”.

E il problema non è molto diverso da noi: “Il settore in Italia gode di buona libertà”, dice Roberto Denti. “A fianco dei grandi gruppi editoriali ci sono tanti validi editori indipendenti. Ma è una libertà che non viene utilizzata fino in fondo dagli adulti: le famiglie italiane attente alla scelta di un libro per i propri figli sono solo una minoranza e gli insegnanti spesso confondono il piacere della lettura con la didattica della lettura, somministrando schede e riassunti. Comunque -continua il libraio milanese- ci sono tante novità ogni anno, anche troppe, ma questo almeno permette di scegliere. E i condizionamenti del mercato hanno logiche tutte commerciali che spesso poco contano di fronte al passaparola dei ragazzi e all’informazione diffusa sul territorio da chi fa promozione della lettura e  del libro, come le biblioteche, le associazioni o le riviste specializzate”.

Roberto Denti e Farideh Khalatbaree sono innamorati dei libri, e di quelli per i bambini in particolare, come lo sono del futuro e della libertà. “La lettura è una porta segreta per accedere a un mondo dove tutti i nostri sogni possono realizzarsi”, dice Farideh Khalatbaree. “Quando un bambino sta leggendo, nella sua mente si affacciano molti pensieri, e questo lo aiuta a crescere. E poi impara a riflettere su più cose nello stesso momento e a vedere i problemi da prospettive differenti. Saprà parlare e ragionare con maggior sicurezza. E così sarà pronto ad affrontare il mondo e la sua vita futura”. Libero, possibilmente. Perché, come ci ricorda Roberto Denti alla fine della nostra chiacchierata, non è certo un caso che libro e libertà abbiano le prime tre lettere in comune.

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