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A Pavia la prima manifestazione nazionale antislot
Nella piccola Las Vegas d'Italia un corteo con i rappresentati delle associazioni che in Italia sono contro il gioco d'azzardo. Chiedono una legge che regoli il settore. Divieto della pubblicità e più poteri ai sindaci.

 

Si terrà a Pavia la prima manifestazione nazionale antislot. L'appuntamento è per sabato 18 maggio nella piazza della Stazione, alle ore 9.30. Organizzata dalla Casa del giovane e da altre associazioni pavesi da tempo impegnate contro il gioco d'azzardo, ha ricevuto l'adesione di una ventina di associazioni di altre parti d'Italia, che hanno promesso una loro presenza. Dalla Comunità S. Bendetto al porto (Genova) a No slot di Trento, da Verona No slot al Nuovo cinema Palazzo di Roma. E poi realtà nazionali come il Gruppo Abele e il Coordinamento nazionale delle comunità d'accoglienza (Cnca). "È dalla Las Vegas d'Italia che parte un movimento nazionale contro un fenomeno che sta causando danni enormi alle persone, alle famiglie ed economici", sottolinea Simone Feder, psicologo della Casa del Giovane, che ha contato le slot machine presenti nei bar e nelle sale gioco di Pavia, scoprendo che ce ne sono 642, una ogni 110 abitanti, in aumento rispetto a due anni fa quando erano 1 ogni 136 residenti.

Gli organizzatori della manifestazione chiedono al Parlamento una legge che regoli il settore. In particolare che vieti la pubblicità del gioco d'azzardo, che assicuri lo stanziamento di fondi adeguati per la cura delle dipendenze da gioco e che dia più poteri ai sindaci di vietare o limitare l'apertura di sale da gioco. "Un sindaco può ordinare un trattamento sanitario obbligatorio su una persone, ma non può mettere dei veti sulle slot machine: è un'assurdità", conclude Simone Feder.

Redazione: Dario Paladini, 16.5.2013

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La campagna "no slot" di Terre di mezzo e Legautonomie. Il Manifesto dei Sindaci contro il gioco d'azzardo

Sono già 160 i Comuni che hanno sottoscritto il “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo”, (DOWNLOAD, QUI) promosso da Terre di mezzo e Legautonomie, è un documento con cui gli amministratori chiedono di essere messi in condizione di agire a contrasto del fenomeno, allo scopo di limitarne le conseguenze negative sulle comunità che amministrano, messe in evidenza anche dagli ultimi fatti di cronaca. Al Manifesto si associa la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare mirata alla riduzione dell'offerta e al contenimento dell’accesso, con un’adeguata informazione e un’attività di prevenzione e cura.

Attraverso la sottoscrizione del Manifesto, i Comuni chiedono che sia consentito il potere di ordinanza dei sindaci per definire l’orario di apertura delle sale gioco e per stabilire le distanze dai luoghi sensibili, e sia richiesto ai comuni e alle autonomie locali il parere preventivo e vincolante per l’installazione dei giochi d’azzardo. I Comuni si impegnano ad utilizzare tutti gli strumenti disponibili per esercitare attività di contrasto al gioco d'azzardo, intervenendo sugli Statuti Comunali, i Piani di Governo del Territorio, i Regolamenti (di Polizia Locale, del commercio, della pubblicità, delle sale gioco), la stesura di ordinanze e disponendo controlli di polizia locale sulle sale gioco presenti sul territorio.

Tra i 160 Comuni che hanno già sottoscritto il Manifesto figurano Milano, Piacenza, Lecco, Crema, Carbonia, Monza, Villa San Giovanni e la Provincia di Siracusa.

Terre di mezzo e Legautonomie hanno affiancato al Manifesto anche la scrittura di una proposta di legge quadro di iniziativa popolare per definire gli aspetti più problematici del gioco d’azzardo: un reale divieto di accesso da parte dei minori, una tassazione più equa rispetto alle altre imprese, un controllo più rigoroso sia dei flussi di denaro anche dei concessionari, unamoratoria per l’installazione di nuovi giochi, la limitazione dei messaggi pubblicitari (seguendo l'esempio di alcolici e tabacchi). Si chiede che i sindaci abbiano la prerogativa e il parere vincolante sull'apertura di sale da gioco, proprio perché è compito primo del sindaco la salvaguardia e lo sviluppo del benessere dei propri cittadini, e quindi la vigilanza su dove queste sale possono essere, gli orari, chi ci può accedere, ecc. L'obiettivo della proposta di legge è tutelare il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione e riconosciuto a livello nazionale e regionale, ma di fatto messo a rischio dal dilagare delle strutture che promuovono il gioco d'azzardo legale. Sulla proposta di legge è già al lavoro un team di esperti tra cui un avvocato amministrativista, consulenti costituzionalisti, sindaci e assessori.

Tutte queste iniziative fanno parte del percorso “Legalità è contrasto al gioco d'azzardo” - organizzato della Scuola delle Buone Pratiche in collaborazione con il Comune di Corsico. La Scuola delle Buone pratiche ha lo scopo di offrire opportunità formative e scambio di conoscenza e competenze tra amministratori locali, che vogliono impegnarsi nell'applicazione di politiche virtuose nei propri territori.

 

 

 

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