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Giocare alla Svizzera
Due casinò per regione, sale gioco ogni 5mila abitanti e basta slot nei bar. Ispirata al modello elvetico, ecco la proposta di legge dei sindaci aderenti al "Manifesto dei Sindaci contro l'azzardo".

Due casinò in ogni regione e sale gioco ogni 5mila abitanti. Niente più slot machine in bar, ristoranti, tabaccherie o circoli. È questo uno dei punti salienti della bozza di legge proposta dai sindaci, ormai una novantina, che in questi mesi hanno aderito al Manifesto contro il gioco d'azzardo, promosso da Legautonomie e la Scuole della buone pratiche di Terre di mezzo. "Il problema più grave oggi è che le macchinette sono diffuse capillarmente -spiega Angela Fioroni, segretaria Lombardia di Legautonomie-. Chi entra in un bar per un caffé si trova di fronte le slot machine. E di conseguenza è più facile che le persone a rischio di dipendenza cadano nella trappola. È invece meglio concentrare in luoghi dedicati questo tipo di gioco, così le persone devono andarci apposta e si riducono i rischi". Saranno i sindaci ad autorizzare, previo parere della Questura, l'apertura delle sale gioco (gaming hall). "Ci siamo ispirati al sistema svizzero -aggiunge Angela Fioroni-. Il gioco d'azzardo non sarà quindi vietato, ma regolato in modo diverso".

La proposta di legge prevede anche l'obbligo di usare la tessera sanitaria per giocare alla slot machine o alla videolottery, il divieto totale della pubblicità (anche dei giochi on line), e l'istituzione di un fondo per la prevenzione e la cura delle dipendenze e un fondo per i comuni per le conseguenze sociali (perdita del lavoro, della casa, rottura dei legami familiari) del gioco d'azzardo. "Alcuni articoli sono poi dedicati alla lotta al riciclo del denaro sporco e all'evasione fiscale in questo settore -sottolinea Angela Fioroni-. Prevediamo inoltre una revisione del ruolo dei Monopoli di Stato".

Redazione: Dario Paladini, 17.06.2013

 

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Non sarà una legge proibizionista: “Vogliamo solo tutelare un diritto fondamentale dei cittadini, quello alla salute”. 

Angela Fioroni è la segretaria regionale di Legautonomie, l’associazione di Comuni che, insieme alla Scuola delle buone pratiche di Terre di mezzo, sta preparando il testo per un disegno di legge di iniziativa popolare contro il gioco d’azzardo. Un testo che si ispira ai principi delle norme sul fumo delle sigarette: queste ultime infatti non sono vietate, ma per il tabacco non è ammessa alcuna forma di pubblicità e ci sono dei limiti sui luoghi in cui si può fumare. 

Analogamente, la nuova legge regolamenterà in maniera più rigida le procedure di autorizzazione alla gestione dei giochi d’azzardo (dalle slot machine al poker on line) e all’apertura delle sale. Inoltre, vieterà ogni forma di pubblicità e prevederà più controlli sui flussi di denaro dei gestori dei giochi, per evitare l’infiltrazione della criminalità organizzata e il riciclo di denaro. Infine, la legge darà più potere ai sindaci sull’apertura delle sale gioco nel loro territorio, cosa che ora non hanno. “La dipendenza dal gioco patologico è riconosciuta come una malattia vera e propria, ma non ci sono fondi per la cura -aggiunge Angela Fioroni-. La nuova legge prescriverà che una percentuale degli introiti dei Monopoli di Stato in questo settore sia destinata alla cura e alla prevenzione”. 

A settembre inizierà la raccolta delle firme che accompagneranno la presentazione in Parlamento del disegno di legge. Sul sito terre.it a breve il testo della legge e gli indirizzi dove firmare per sostenerla.

Intanto, prosegue l'invito a conoscere e diffondere il testo del Manifesto dei Sindaci contro il gioco d'azzardo: scarica, qui.

Redazione: 10.10.2013

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