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Lodi, accoglienza al limite

Da quando è finita l’emergenza profughi, a Lodi è una lotta tra poveri. Ogni giorno all’Osservatorio Caritas di Lodi arrivano migranti che hanno avuto proposte di posti letto a prezzi che vanno dai 250 a 500 euro al mese. Casualmente, prima che arrivassero i nuovi profughi, il prezzo di mercato dei posti in nero era 150 euro. C’è chi pensa di sfruttare i migranti per migliorare la sua condizione economica, il più delle volte di grande difficoltà. Qualcuno è da molto tempo che spilla denaro dalle tasche dei profughi: ieri è stato eseguito lo sfratto di un appartamento dove tra gli altri abitavano due ragazzi dell’emergenza Nord Africa. Avevano già pagato 250 euro ciascuno per il loro posto letto. “Sono stati mandati via dall’abitazione e non hanno nemmeno potuto raccogliere i loro vestiti”, dice Pito Malisano, della Rete lodigiana per la legalità.

Ad approfittarsi della situazione sono il più delle volte connazionali.“Abbiamo avuto segnalazione di un pakistano che aveva chiesto a un connazionale 500 euro per un posto letto, esattamente quanto veniva dato come ‘buona uscita’ al termine dell’Emergenza”, racconta Pito Malisano della Rete lodigiana per l’accoglienza. Il coordinamento di cittadini e associazioni del lodigiano segue le vicende dei profughi dal loro arrivo, nel maggio 2011. E sanno che gli 80 immigrati che gravitavano nella provincia sono ancora in una situazione di estrema difficoltà, nonostante i soldi spesi per l’accoglienza. “Non c’è stata la minima progettualità, a parte per qualche caso fortunato”, commenta Malisano.

Così i 18 posti del dormitorio comunale (11 in primavera ed estate) sono occupati per un terzo da ex profughi accolti con l’emergenza Nord Africa. Mancano all’appello altri, che non si sa ancora bene dove passino le notti. “C’è chi dorme lungo l’Adda, sotto le barche, chi trova un riparo nei cantieri, sotto i ponti o in case abbandonate”, continua Malisano. Sono almeno 25 i senza dimora dell’area lodigiana e a questi vanno aggiunti i nuovi provenienti dall’ex emergenza. Ma per loro non c’è più nessun posto dove stare.

Non che trovare un pasto sia impresa più semplice. Le due mense comunali sono stracolme: quella della Caritas avrebbe disponibilità per 25 posti e invece dà da mangiare a 34 persone. Fino al 13 aprile sarà disponibile una mensa aggiuntiva, nata con l’ampliamento dei posti letto al dormitorio. A metterla in piedi ci hanno pensato sei parrocchie della zona. Una valvola di sfogo per le altre due. Ma rischia di non durare per molto: “Se non troveremo sponsor saremo costretti a chiudere: non ci sono più soldi”, chiosa Pito Malisano. In un contesto normale, sarebbe l’amministrazione comunale a doversi occupare del problema. Peccato che dal 22 febbraio il Comune sia stato commissariato. “Senza sindaco, senza assessore non abbiamo referenti. La situazione è grave”, spiega Malisano. Nel frattempo, senza istituzioni, a Lodi continua a combattersi la lotta tra vecchi e nuovi poveri.

Redazione: Lorenzo Bagnoli, 10.04.2013

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