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Taras team
Azione, coraggio e velocità: sono queste le qualità di una squadra di basket tarantina composta da atleti su sedie a rotelle.

Il Taras Team è la squadra di basket in carrozzina di Taranto, nata nel 2010 grazie alla volontà di Nino Diana. Nino, ex giocatore normodotato, è infatti da sempre convinto che solo lo sport può aiutare i ragazzi che si trovano su una sedia a rotelle a conquistare la forza e la fiducia necessarie per vivere una vita autonoma, senza dipendere da nessuno. E osservando i giocatori del Taras Team in campo è impossibile non essere d'accordo con lui. Perché lì le ingombranti sedie a rotelle sembrano volare, spiccando il volo tra un canestro e l'altro, tra acrobazie, velocità e adrenalina.

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È una delle tappe di "Giro d'Italia nel sociale", progetto commissionata da Banca Prossima e realizzato da Claudia Bellante, videogiornalista, e Mirko Cecchi, fotografo. Per tre mesi i due professionisti hanno attraversato la penisola, incontrando volti e luoghi del no profit: ne hanno selezionati 18 per raccontare le loro esperienze, che raramente finiscono sotto i riflettori.

Più spesso agiscono senza dare nell'occhio, senza riempirsi la bocca di frasi fatte. Non si aspettano elogi, medaglie o riconscimenti ufficiali, ma solo un supporto concreto per mandare avanti i propri progetti. C'è chi difende la cultura, chi combatte per sconfiggere i pregiudizi verso i disabili, chi volta le spalle alla criminalità organizzata, chi ristruttura luoghi incantati, chi regala tempo e parole a marinai sempre in viaggio, chi accoglie persone venute da lontano e chi trasforma una chiesa di periferia in un mondo senza differenze. Banca Prossima ha voluto documentare alcune di queste realtà, con video e fotografie, dando vita a un unico racconto che unisce virtualmente Rovereto a Palermo, Novara a Gioiosa Jonica, Roma a Sassari. Quello che ne viene fuori è un collage di storie e persone, accomunate dal coraggio, dalla determinazione, dalla capacità di andare avanti e di sorridere, nonostante tutto.

 

 

 

Per conoscere gli altri luoghi di questo progetto, leggi qui...

 

"L'altra metà del Cielo" è il nome della comunità alloggio creata nel 2000 dalla Cooperativa E.T.I.C.A. di Napoli e destinata adospitare ragazze dai 14 ai 18 anni allontanate dalle loro famiglie perché vittime di abusi e violenze. Francesca, Nunzia, Sara e Maria Francesca sono quattro di queste adolescenti. E le loro storie raccontano la difficoltà di diventare grande e di essere donna, ma anche la forza e il coraggio di chi lotta, ogni giorno, per dare loro una possibilità di riscatto.

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Artemista è molto più di un'associazione culturale. Artemista è un luogo che tramanda storie passate e permette a un gruppo di ragazzi di immaginare e realizzare il loro futuro. Artemista è un'antica corte immersa nella campagna pavese che Elisa e Mauro, con l'aiuto di molte alte persone che hanno creduto e sostenuto il loro progetto, hanno recuperato e ristrutturato dando vita a unostello e a un centro per le arti che è stato inaugurato lo scorso settembre.

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Nato nel 2003 a Gioiosa Ionica, il Gruppo Cooperativo Goel rappresenta quelle realtà che nella Locride hanno trovato la forza di ribellarsi al potere onnipresente della ‘ndrangheta. Con il suo impegno Goel ha dato vita a diverse attività offrendo esempi alternativi a quelli dominanti e creando occupazione nel rispetto della legalità. Tra le tante vi sono il Consorzio GoelBIO che riunisce gli agricoltori e ne promuove i prodotti spezzando la catena di sfruttamento controllata dalla criminalità, e il ristorante Amal che con la sua cucina calabro-africana vuole essere simbolo di integrazione.

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Una fattoria sociale gestita da ragazzi autistici: il centro diurno "La Semente" che sorge a Spello, nella meravigliosa campagna umbra. Accoglie dieci ragazzi autistici che, grazie al lavoro di altrettanti educatori, svolgono laboratori di ogni tipo: orto, carta, ceramica, ufficio, cucina... lo scopo è dar vita, grazie al supporto dell'Università di Perugia e delle aziende agricole vicine, a una fattoria sociale che consentirà a questi ragazzi di lavorare e sentirsi autonomi.

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Testo, riprese e montaggio: Claudia Bellante
Fotografie: Mirko Cecchi

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