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Quando leggere rende liberi
L'esperienza di S. Vittore, casa circondariale di Milano, che ha al suo interno 6 biblioteche con 30mila volumi.

A un detenuto su quattro del carcere San Vittore a Milano piace leggere, e in particolare libri di sport, cinema, musica, cucina e gialli. È quanto emerge da un questionario sottoposto nel giugno scorso a 1.281 detenuti dell'antica casa circondariale nel cuore della città, che al suo interno ha sei biblioteche con circa 30mila volumi. In 434 hanno risposto e circa 300 hanno affermato che la lettura è importante per loro. "Lamentano la mancanza di libri giuridici e libri in lingua straniera", precisa Gloria Manzelli, direttrice dell'istituto.

Oggi a Palazzo Marino, durante la seduta congiunta delle commissioni cultura e carcere, sono stati presentati i risultati del corso di formazione per detenuti bibliotecari, realizzato da Bibliorete, un network di biblioteche milanesi creato da otto tra enti ed associazioni e il settore Biblioteche del Comune: 12 i detenuti che hanno seguito il ciclo di incontri per imparare ad usare gli strumenti informatici per la catalogazione dei libri. Nell'ambito del corso è stato sottoposto il questionario a tutti i detenuti per capire quali libri vorrebbero leggere. Ed è emerso anche che nelle biblioteche del carcere i libri arrivano solo grazie alle donazioni dei cittadini, ma non sempre la qualità dei titoli è buona. "Non abbiamo le risorse per fare acquisti mirati di volumi" aggiunge la direttrice.

Durante la seduta delle commissioni è emersa la proposta di coinvolgere librerie e cittadini perché donino libri per le carceri della città (oltre a San Vittore, anche Opera, Beccaria e Bollate), scegliendo generi e titoli da una lista di "desiderata" preparata in collaborazione con le associazioni che sono impegnate nelle carceri milanesi. Spetta ora al Comune trovare il modo di realizzare questa iniziativa.


Redazione: Dario Paladini, 26.10.2012
Illustrazione: Dado

 

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