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Le cosche nel carrello
Il 5 per cento della nostra spesa alimenta i traffici delle mafie, che gestiscono imprese agricole o controllano la distribuzione dei prodotti. Incontro a Kuminda per capire come difendersi dall'agrocriminalità.

 

Anche quando si acquista un prodotto al supermercato, si finanziano aziende mafiose. Il 5% della spesa di una famiglia, infatti, alimenta i rapporti corrotti che portano un cibo dal produttore fino agli scaffali dei grandi magazzini. Lo denuncia Leonardo Ferrante, dell'Osservatorio legale del Centro Sismondi, sulla base di studi di settore, primo fra tutti quello di Cia (Confederazione italiana agricoltori) e Cnel. "Ma trattandosi di corruzione tra privati – commenta Ferrante – non è possibile aprire inchieste giudiziarie: non è un reato". Una considerazione che rende ancora più urgente la discussione di un ddl anticorruzione, ancora fermo in Parlamento.

I numeri dell'ultimo rapporto di Cnel e Cia parlano di otto reati ogni ora nelle industrie dell'agroalimentare: 25mila aziende hanno chiuso i battenti soffocate dai debiti per racket e corruzione. I tentacoli delle agromafie colpiscono indistintamente da nord a sud, parlano in calabrese e casertano, ma anche cremonese e reggiano. I costi della criminalità organizzata in questo settore si aggirano attorno a 50 miliardi l'anno e le vittime di strozzini e aggressori sono, all'anno, 350mila. 

Quest'estate, ricorda Ferrante, c'è stata una vera e propria offensiva mafiosa contro l'agricoltura fuori dal controllo delle cosche. "Ci sono stati quattro incendi dolosi ai danni di aziende che gestivano campi confiscati alle mafie", racconta. L'elenco delle vittime include gli uliveti di Castelvetrano e di Partanna nel trapanese, poi i campi di grano a Pignataro nel casertano e quelli a Mesagne nel brindisino, e poi ancora gli agrumeti di Belpasso, in provincia di Catania,

Le agromafie saranno il cuore dell'incontro “Il cibo irresponsabile”, in programma domani, 13 ottobre alle 19, in Cascina Cuccagna, nell'ambito del festival di Kuminda 2012 organizzato da Terre di mezzo eventi e Acra. Il racket di frutta e verdura, la rete dei trasporti, le infiltrazioni mafiose nella logistica, le imposizioni di prodotti agricoli a prezzi fuori mercato, le indagini sull'Ortomercato: sono questi gli ingredienti dell'evento a cui parteciperanno, oltre a Leonardo Ferrante, anche Ilaria Ramoni, avvocato di Libera Milano e Valter Molinaro, responsabile marketing sociale di Coop Lombardia. E alle 21.30 lo spettacolo "Mafie in pentola" di Tiziana de Masi e Andrea Guolo.

Testo di Lorenzo Bagnoli, 12.10.2012

 

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