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Gas d'Europa
A Milano il meeting di Urgenci, il movimento sociale per la sovranità alimentare.

 

"Noi siamo la risposta, non siamo parte del problema". Judith Hitchman è un'attivista irlandese di Urgenci, un movimento sociale europeo impegnato sul fronte della produzione e della distribuzione del cibo. "Il cibo è per le persone, le commodities sono un prodotto da vendere. Noi facciamo cibo, non commodities", aggiunge Hitchman. Siede ai tavoli del Comitato per la sicurezza alimentare della Fao e rappresenta la società civile: anche lei è a Milano per il meeting europeo di Urgenci, la rete dei movimenti europei per la sovranità alimentare, che si svolge dal 10 al 12 ottobre in Cascina Cuccagna (via Cuccagna 2/4, ang. via Muratori). Un meeting che si chiuderà venerdì per lanciare Kuminda, il festival del diritto al cibo organizzato da Terre di mezzo eventi e Acra.

A Milano si rivive lo spirito di Genova e Seattle del 2001, quando si parlava di modificare il sistema economico. "Ma in questo caso si va nei tavoli internazionali, si parla con le istituzioni", spiega Andrea Calori, docente del Politecnico di Milano e presidente di Urgenci. Proprio l'alterità rispetto al circuito ufficiale della grande distribuzione, per altro in gran parte sordo alle richieste della società civile in campo agroalimentare, è tra le cause di quella che Calori definisce "la debolezza dei gas". Il meeting di Urgenci si svilupperà soprattutto con piccoli gruppi di studio che metteranno a tema gli argomenti fondamentali che riguardano produzione e consumo di cibo.    

"Il passaggio che ci deve essere è dall'economia capitalista all'economia solidale", sottolinea Judith Hitchman. Ecco la vera risposta a quella che nei tavoli istituzionali si definisce "sicurezza alimentare", cioè la riduzione della fame nel mondo e la garanzia di accesso al cibo. "Il concetto di sovranità alimentare include l'idea della qualità, della democrazia nelle scelte - aggiunge Calori -. Se si pensa solo alla sicurezza, basterebbe pompare la produzione, senza criterio". Al contrario, i movimenti dall'agroalimentare attraverso il cibo vogliono trasformare la società.

TESTO: Lorenzo Bagnoli, 11.10.2012

 

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