Web news
Finalmente liberi di leggere
Per i genitori di Assunta i libri erano una perdita di tempo. Oggi ha uno spazio tutto suo, dove regala buoni consigli: un caminetto e tante stampe alle pareti vi accolgono a Lodi, in via XX Settembre 26/28.

Alla Libreria del sole i libri non si leggono e basta, si sognano: hanno una voce, una colonna sonora, delle immagini che li accompagnano. Diventano video, quelli che Francesco, uno dei librai, realizza e posta sul sito, mescolando i brani di Carver con frammenti dei Radiohead, mentre un pesce rosso si muove nella sua boccia. "Non credo negli incontri con gli autori, spesso sono banali" racconta Assunta Mecca, proprietaria da 28 anni di questo spazio nel centro storico di Lodi dove a incontrarsi semmai tra gli scaffali sono i lettori, per scambiarsi un consiglio, o un commento. "Non obblighiamo nessuno, naturalmente -precisa-, ma chi non vuole essere disturbato di solito preferisce la grande distribuzione".

Niente eventi con l'autore, dunque, e nemmeno sconti, perché il libro non va svalutato. Sembrano cose d'altri tempi, eppure questa libreria non è austera, tutt'altro. È un luogo giovane e accogliente, con tanto di caminetto e pavimento di legno nella stanza dedicata ai ragazzi. E tante stampe alle pareti, dalle opere impressioniste alle fotografie di grandi attrici, come Audrey Hepburn. Chi desidera, può acquistarle. "Mi piace affiancare al libro tutto ciò che gli ruota attorno, perché in fondo il nnostro pubblico è lo stesso del teatro, delle mostre e dei concerti. Ma con moderazione, perché è il libro la mia vita".

Come molte storie professionali, anche la sua comincia un po' per caso. Da bambina le vietavano i libri, perché in famiglia erano considerati una perdita di tempo. Ma da ragazza, nei suoi viaggi in treno da pendolare, Assunta è diventata un'assidua lettrice di fumetti e quotidiani. Dopo essere rimasta incinta, ha però deciso di cercare lavoro vicino a casa, e la fortuna l'ha portata a trovare un part-time in libreria. Basta fumetti, si passa ad altro. E quando nel 1984 si è presentata l'occasione di rilevare uno spazio tutto suo decide di mettersi in proprio. "All'inizio erano solo 32 metri quadri -racconta-, ma dal 1992 sono diventati 120. I libri non sono esposti a faccia come nelle grandi catene, perché credo che le copertine a volte siano troppo invadenti".

A Lodi ci sono una Mondadori e un punto vendita Mondolibri, ma la loro presenza non sembra spaventarla. A emergere piuttosto è un senso di fastidio per le loro strategie commerciali, ma passa in un attimo: "Non ho voglia di pensarci -taglia corto-. Ai miei clienti (soprattutto famiglie con bambini o donne, tra i 25 e i 50 anni) preferisco offrire competenza e servizi, più che una fidelizzazione da tessera a punti: qui possono reperire qualsiasi titolo, anche di case editrici piccole". Sebbene adesso -ne è convinta- le cose cambieranno per tutti. "L'ebook è la più grande rivoluzione dopo Gutenberg: sopravvivranno i libri per ragazzi e i libri d'arte, ma per i tascabili è inevitabile una trasformazione rapida".

Una sfida, davanti alla quale Assunta ha l'impressione che sia meglio essere piccoli, con un valore aggiunto che le grandi catene
non hanno. Come il personale, e l'attenzione che sa dare ai clienti: "Con me lavorano tre ragazzi che leggono molto e sanno dare ottimi consigli. Stanno con me rispettivamente da dieci, sette e cinque anni e sono molto orgogliosa di loro". Anche la proprietaria della Libreria del sole ha qualche prezioso consiglio, e lo condivide con noi. "Sono tre titoli che hanno avuto un ruolo importante nella mia storia di libraia -dice-. Non sono novità, perché spesso noi suggeriamo libri in cui conta soprattutto la qualità della scrittura".

Si inizia con La danza immobile di Manuel Scorza (Feltrinelli, 1982), "uno di quei libri che si incontrano casualmente e di cui ti innamori": la storia di due amici che alla fine della vita si guardano a vicenda e pensano che sia stato l'altro a fare le scelte giuste, diametralmente opposte alle proprie.

Poi un classico: Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar (Einaudi, 1951), la storia di un imperatore narrata con grazia, un libro
in cui l'autrice usa la lingua con esattezza, senza mai aggiungere una parola di troppo. "Mi è stato consigliato: una delle volte in cui per me ha funzionato il passaparola".

E infine Il lamento del prepuzio dell'israeliano Shalom Auslander (Guanda, 2009), la vicenda di un uomo che sta per avere un bambino e deve decidere se circonciderlo o no. È l'occasione per ricordare la propria infanzia, e la difficoltà di crescere in una famiglia strettamente religiosa. "Quest'ultimo rappresenta un po' una svolta nella mia vita di lettrice -conclude-. Da qualche tempo ho voglia di leggere soltanto storie che mi fanno ridere a crepapelle. I drammi non li leggo più. Temo sia una reazione alle mode letterarie del momento, e a certi romanzi rosa mascherati da libri impegnati ma che ti annoiano a morte dopo poche pagine".

 

Testo: Mara Pace

Eventi
Blog
Rubriche