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La regolarizzazione è un diritto
Chi ignora le richieste di sanatoria rischia una vertenza. Cgil e Cisl hanno imparato dall'esperienza 2009. A differenza del governo che ripete gli errori del passato, accusa Caritas.

Cgil e Cisl si mobilitano contro i datori di lavoro disonesti: "Stiamo raccogliendo una serie di casi di lavoratori a cui il datore ha detto che non compilerà la domanda di sanatoria, nemmeno se a pagare forfait e contributi saranno gli stessi lavoratori. Per questi casi nel passato abbiamo aperto delle vertenze sindacali", dice Riccardo Piacentini della Cgil Lombardia. "La circolare esplicativa del decreto del 9 agosto non dice niente sui casi di licenziamento avvenuto prima della fine della regolarizzazione o sull'eventualità che il datore di datore non voglia presentare domanda. In questi casi, è possibile aprire una vertenza", aggiunge Maurizio Bove della Cisl. Basta vedere i numeri di chi si è rivolto allo sportello per capire che sproporzione ci sia fra l'interesse di dipendenti e dei datori di lavoro: "Ieri - racconta Bove - su 60 persone che sono venute allo sportello solo tre erano datori di lavoro". Lo scenario ricorda sempre più il 2009. Non un buon segnale: ancora oggi, a tre anni di distanza, nella sola Cisl ci sono ancora 50 lavoratori in attesa della chiusura della controversia.
Agli sportelli Cisl, la domanda più frequente riguarda i documenti da portare come prova dell'arrivo in Italia. Ad esempio, come si deve comportare chi è arrivato in Italia tramite un altro Paese Schenghen? Quel timbro sul passaporto non viene considerato valido, secondo quanto scritto nel decreto 109. "Ma allora - ribatte Bove - perché si specifica che sono esclusi tutti coloro che hanno ricevuto un foglio di via in un Paese Schenghen?". Un trattamento iniquo, secondo il sindacato, che ritiene validi i documenti Schenghen solo per escludere dalla domanda di sanatoria.

"INOPPORTUNA E TROPPO CARA": LA POSIZIONE DI CARITAS
La Caritas Ambrosiana mette in discussione l'intero impianto della regolarizzazione. "Ho dei dubbi sull'opportunità di questa sanatoria. Ci sono problemi legati ai valori economici da presentare, al contributo forfettario, alla regolarizzazione dei contributi. In una situazione di crisi economica, per alcuni può essere pesante". Lo dice Luca Bettinelli, responsabile immigrazione della Caritas ambrosiana. "Forse - aggiunge - sarebbe stato meglio indicare un unico forfait onnicomprensivo". Meglio ipotizzare uno sgravio fiscale per gli imprenditori e le famiglie che regolarizzano, altrimenti non per i datori di lavoro non c'è grande interesse. E il rischio, per molti stranieri, è di perdere anche questo treno per uscire dall'illegalità.
I dubbi di Caritas riguardano anche le tempistiche delle regolarizzazioni. "Gli anni scorsi - spiega Bettinelli - le risposte sono arrivate dopo 2-3 anni. E se in quel lasso di tempo il migrante si ammala? Si dice che non può essere espulso ma non si parla dell'accesso al sistema sanitario nazionale". "Sarebbe stato importante imparare dall'esperienza delle precedenti sanatorie", conclude.


PER LE ACLI: "UN'OPPORTUNITA' DA NON PERDERE"
Più conciliante la posizione delle Acli: "Siamo d'accordo con questa sanatoria - afferma Anna Busnelli, responsabile del settore immigrazione - perché nelle versioni precedenti c'erano sempre stati degli esclusi". Molti stranieri che si sono rivolti all'ufficio di via della Signora, a Milano, non sono al primo tentativo di regolarizzazione. Un segnale di quanti siano rimasti nell'illegalità nonostante i tentativi di diventare immigrati regolari. "Alcuni ci hanno chiesto se possono comparire anche questa volta come colf e badanti e poi essere impiegati in altro modo, ma noi ovviamente abbiamo sconsigliato di farlo", commenta Busnelli. Il motivo delle richieste è che il lavoratore domestico è l'unico che si può regolarizzare anche con un part time e la maggior parte di chi si è rivolto alle Acli non ha un impiego a tempo pieno.
Le Acli non condividono le critiche sollevate dai sindacati riguardo la passività del lavoratore. "Come potrebbe un lavoratore decidere da solo della sua assunzione - si domanda Busnelli -. La figura del datore di lavoro è ineludibile. Restano da contemperare queste due esigenze. Come farlo, davvero non so dire, è molto delicato".

Redazione: Lorenzo Bagnoli, 11.09.2012

 

AGENDA ASSEMBLEE E SPORTELLI, SU MILANO

OGGI, MARTEDì 11 SETTEMBRE, ORE 21: ASSEMBLEA PUBBLICA AL NAGA (VIA ZAMENHOF, 7A)

  • CGIL: dall'inizio del mese, ogni martedì e venerdì, dalle 11 alle 13, assemblea pubblica, alla sala Di Vittorio della Camera del Lavoro (corso di Porta Vittoria). 
  • CISL: il sindacato da lunedì al giovedì apre tutti i giorni uno sportello informativo dalle 10 alle 12, con un turno pomeridiano il lunedì dalle 15 alle 17. Prevista un'assemblea pubblica il 15 settembre dalle ore 10 in via Tadino 23.
  • ACLI: si rivolgono in particolare a colf e badanti. Chi vuole chiarimenti e informazioni, può recarsi agli uffici di Legnano, Corsico, Rho, Monza, Garbagnate e Sesto San Giovanni. La sede centrale di via della Signora riceve fino al 26 settembre il lunedì e il giovedì dalle 10 alle 13.

 

 

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