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Non c'è pace senza giustizia
In marcia per la pace e i diritti della Repubblica democratica del Congo: il congolese John Mpaliza è partito ieri da Reggio Emilia, con destinazione Bruxelles. “Il nostro obiettivo è far parlare l’opinione pubblica di un ‘genocidio’ ancora tenuto sotto silenzio”, afferma John.

 

Da Reggio Emilia a Bruxelles, quasi 1.600 km di marcia, attraverso sette Paesi europei. Il congolese John Mpazila ha percorso tra il 29 e il 30 luglio i primi 53 km per far sentire alla comunità internazionale la sua voce e quella di tutti i suoi compatrioti. Una denuncia della situazione in cui oggi versa la Repubblica democratica del Congo, dove dal 1993 al 2003, secondo il rapporto Onu del 2010, sono morti tra i 5 e i 6 milioni di persone. “Ma il loro numero è sicuramente aumentato in questi anni, dato che la guerriglia nella regione orientale continua tuttora”, afferma John.

Quarantenne, ingegnere informatico, Mpazila ha capito che doveva fare qualcosa quattro anni fa, quando, per la prima volta dopo 14 anni, è ritornato in Congo. E ha trovato tutto cambiato: una guerra che dura da più di vent’anni (formalmente iniziata nel 1998 e finita nel 2003, in realtà sono ancora in corso scontri nell’Est) lo ha devastato, ma tutto tace a causa dei forti interessi economici legati allo sfruttamento delle risorse. Poi è rientrato in Italia e la consapevolezza di non avere il denaro necessario per cambiare la situazione non gli ha impedito di iniziare la sua opera di sensibilizzazione.

Nell’estate del 2010 ha percorso il cammino di Santiago, l’anno scorso una prima marcia da Reggio Emilia a Roma, dove il Senato italiano ha ricevuto una delegazione congolese, e infine, una nuova meta, Bruxelles, sede di numerose istituzioni europee. “Il primo obiettivo è quello di risvegliare l’opinione pubblica, i cittadini della Unione Europea,  ma anche i congolesi che abitano qui da tempo –spiega John Mpaliza-. È importante denunciare, con una modalità non violenta, quello che ancora la comunità internazionale fatica a chiamare ‘genocidio’. Occorre anche rivedere le regole e l’operato delle Nazioni Unite in Congo, perché nulla sembra cambiare, mentre l’Onu e i congolesi sostengono un costo altissimo per questa operazione”. Numerose saranno le tappe che John, i giovani, gli artisti, gli intellettuali, le associazioni che vorranno accompagnarlo per un tratto di strada, toccheranno. Un percorso che si snoda per gran parte lungo la via Francigena e che lunedì 30 luglio ha visto il primo incontro ufficiale con il sindaco di Fidenza. Venerdì 3 agosto sarà la volta di Milano, dove John e i suoi compagni saranno ricevuti da una delegazione del Comune, mentre dall’11 agosto  attraverseranno i territori d’oltralpe e si recheranno alla sede dell’Unhcr (Agenzia dell’Onu per i rifugiati, a Ginevra), fino ad arrivare a Bruxelles, il 29 settembre.

Zaino in spalla, senza nessun finanziamento, i partecipanti alla marcia approfittano dell’ospitalità e dell’appoggio di chi incontrano. Potete seguire e sostenere i loro passi, anche virtualmente, sulla pagina Facebook peacewalkingman.org che presto si trasformerà in un sito.

 

 

Testo: Alessandra Ravelli

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