Web news
I cancelli girevoli di via Corelli
Oggi il Cie di Milano aprirà le porte ai giornalisti, tra cui la nostra Ludovica Scaletti. Intanto, due tunisini condannati per danneggiamenti al Cie stanno per uscire da San Vittore. Ma, appena liberi, dovranno rientrare in Corelli.

Il tribunale li condanna a pene lievi e usciranno subito dal carcere. Ma invece che tornare in libertà, verranno trattenuti nuovamente nel Cie di via Corelli. È questo il destino dei sette tunisini tra i 18 e i 25 anni, ritenuti colpevoli di danneggiamento, per aver scatenato disordini nel centro di identificazione ed espulsione, il 15 gennaio di quest'anno. “Il processo è stato importante perchè ha consentito di rendere noto come funzionano i centri –spiega Mauro Straini, che insieme al collega Eugenio Losco ha difeso gli imputati– e soprattutto la distanza tra la realtà e il modello legale: la normativa in materia prevede che nei Cie si svolgano attività ricreative e sportive e che i trattenuti abbiano la possibilità di mantenere rapporti con i propri cari in condizioni di riservatezza. Tutte cose che a Milano non avvengono”. 

Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche a tre ragazzi, condannandoli a sette mesi.
Un periodo che non dovranno scontare, poiché già trascorso nel carcere di San Vittore, in attesa della sentenza. Gli altri quattro sono stati condannati a un anno e tre mesi, ma anche loro non passeranno neanche un giorno in cella, perchè il giudice ha riconosciuto la “minore gravità dei fatti”. Il tribunale infatti ha stabilito che si è trattato di “danneggiamento aggravato” e non di “danneggiamento seguito da incendio” (un reato più grave), come sosteneva l'accusa. Infine uno dei giovani è stato assolto, perchè “estraneo ai fatti”. Ciò nonostante, verranno tutti trasferiti nel Cie, dato che non hanno il permesso di soggiorno.

Durante il processo hanno testimoniato anche alcuni operatori sociali
che conoscono la realtà di via Corelli, denunciando gravi condizioni di disagio. In seguito alle loro deposizioni, il pm Grazia Pradella ha chiesto che venissero riconosciute a tutti gli imputati le “attenuanti generiche”, in virtù delle “difficoltà di queste persone che  sono trattenute in condizioni di abbandono” e che spesso “non capiscono i motivi per cui si trovano ristrette”

TESTO: Ludovica Scaletti per l'agenzia Redattore sociale

DOMANI, per la prima volta, la Prefettura del capoluogo lombardo aprirà le porte del Cie ai giornalisti. Si è accreditata anche la nostra Ludovica Scaletti, che ne darà conto sull'agenzia Redattore sociale e sul nostro sito terre.it.

Blog
Rubriche