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Sì ai nuovi cittadini
72%: questa la percentuale degli italiani favorevoli alla cittadinanza per i bambini nati in Italia, secondo l'indagine Istat.

Grande apertura nei confronti delle seconde generazioni, della società multiculturale e il riconoscimento della cittadinanza. L'81% è d'accordo con i ricongiungimenti familiari. Ma solo una minoranza darebbe il voto agli immigrati residenti.

ROMA - Gli italiani mostrano grande apertura verso la società multiculturale, le seconde generazioni e il riconoscimento della cittadinanza. Il 72% degli intervistati dall'Istat per la rilevazione "I migranti visti dagli italiani" è favorevole all'acquisizione della cittadinanza italiana per i figli di stranieri nati nel Paese. La quasi totalità delle risposte è che sia giusto dare la cittadinanza agli immigrati che ne fanno richiesta dopo un certo numero di anni di residenza regolare in Italia. Sono sufficienti 5 anni per il 38% dei rispondenti, 10 per il 42%, 15 anni per il 10% degli intervistati. Un residuale 8 % ritiene che non debba essere mai concessa la cittadinanza.
Ma si ferma al 42,6% la quota di quanti si dichiarano molto o abbastanza d'accordo a riconoscere il diritto di voto nelle elezioni comunali agli immigrati che risiedono da alcuni anni in Italia, anche se non hanno la cittadinanza italiana. La maggioranza (57%), invece, è poco (18%) o per niente d'accordo (39%). Riguardo agli immigrati irregolari che non hanno commesso reati, il 54% degli intervistati risponde che non devono essere espulsi, "seppure un numero comunque elevato (46%) ritiene che, invece, ciò debba avvenire".
Dalle risposte fornite emerge il riconoscimento di un ruolo positivo della società multiculturale. Oltre il 60%, infatti, ritiene che "la presenza degli immigrati sia positiva perché permette il confronto con altre culture". L'affermazione per cui "ogni persona dovrebbe avere il diritto di vivere in qualsiasi paese del mondo abbia scelto" trova d'accordo (molto 54%, abbastanza 33%) la quasi totalità dei rispondenti. L'apertura verso il multiculturalismo, emerge in particolare da alcune risposte. La maggior parte degli intervistati (82%), infatti, si dichiara poco (24%) o per niente d'accordo (58%) con l'affermazione che "è meglio che italiani e immigrati stiano ognuno per conto proprio", manifestando chiaramente di apprezzare la convivenza tra culture diverse. Una quota simile (81%) si dichiara poco (27%) o per niente d'accordo (54%) con chi ritiene che "l'Italia è degli italiani e non c'è posto per gli immigrati". (rc)


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