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Boats4people, day 1

Quando Ennio Cerretti alza la vela, un sorriso illumina i suoi occhi. “Adesso siamo passati dai 5 nodi agli 8 nodi, circa 15 chilometri all’ora anziché 9 all’ora. Possiamo arrivare qualche ora prima alla meta”. Quella indicata dal capitano della Boats4people, sessantenne originario de La Spezia, è la lenta velocità di crociera per raggiungere Palermo, circa tre giorni di viaggio con partenza da Rosignano. “Adoro il mare, ci ho passato metà della mia vita – racconta Ennio mentre indica l’isola d’Elba e l’isola di Palomaia in lontananza”. Conosce ogni angolo di mare toscano alla perfezione. E adora la barca. “Quando sei in mare aperto, tutti i problemi svaniscono per incanto. Sei soltanto tu e il mare. Poi però, quando torni a casa, c’è la dichiarazione dei redditi, l’Imu e il bollo da pagare”. La pensano più o meno allo stesso modo anche gli altri tre membri dell’equipaggio, Alessandro Oliva, Alessandro Santoni e Francesco Giunta. “Questa iniziativa – racconta Cerretti – credo mi possa arricchire sotto il profilo umano e possa far aprire gli occhi ai tanti governi visto che in questo mare tanti poveri migranti hanno perso la vita”.

La partenza della Boats4people, l’imbarcazione dell’immigrazione che intende sensibilizzare i governi al diritto d’asilo dei migranti, non è stata delle più felici. Salutata con un coro di applausi al molo di Rosignano e innalzati al cielo un gruppo di palloncini colorati, il mare che ha fatto da sfondo al viaggio, almeno per il primo giorno, è risultato piuttosto agitato. Per cercare di sdrammatizzare, pochi minuti dopo la partenza Cerretti si è messo ai fornelli e ha cucinato un piatto di fusilli al sugo. Non proprio un piatto ideale per chi soffre di mal di mare, ma per fortuna tutto è andata liscio. L’acqua è cristallina e qualcuno vorrebbe fare il bagno, ma il comandante è severissimo: “Niente bagno, ci sono i pescecani e perderemmo troppo tempo”.

Complessivamente, a bordo della barca, ci sono 12 persone: 4 dell’equipaggio e 8 tra giornalisti e attivisti. Tra questi Nicanor Madueno, militante del Gisti, uno degli ideatori di questo viaggio: “E’ un’operazione politica – dice a prua mentre la barca sobbalza a destra e sinistra – un’operazione per ribadire che non è possibile l’impunità dei governi di fronte al massacro dei migranti morti in mare. Ci sono tanti stati, europei e africani, che non assistono i migranti in mare e questo è illegale”. Ecco perché, annuncia Nicanor, “distribuiremo a tutti i marinai che incontriamo un vademecum con i loro doveri e con i diritti che hanno i migranti di essere soccorsi in mare, proprio come prevede la legge”.

A bordo anche i due documentaristi Joel Labat, operatore, e Nathalie Loubeyre, regista. “Siamo qui perche il film che stiamo girando, ‘Mecanic of flow’, parla della violenza della polizia europea in materia di immigrazione. Siamo già stati al confine tra Turcia e Grecia e ci spingeremo fino ai confini ucraini e polacchi”. Presente sulla barca, tra gli altri, anche Violaine Carrere, che lavora in un’associazione parigina che si occupa di rifugiati politici e che conta circa 200 volontari”.

Testo: Jacopo Storni, per Redattore Sociale

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