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Futuro incerto
Il progetto Polis lavora dal 2010 con attività di socializzazione e riqualificazione dei quartieri Molise-Calvairate-Ponti, a Milano. Scadrà nel 2013: una giornata (il 9 giugno) per fare il punto della situazione e indicare nuove strade per non cessare l'impegno.

Periferia est di Milano. I quartieri Molise-Calvairate-Ponti sono un dedalo di vie costellate di caseggiati di proprietà dell'Aler. Ci vivono famiglie numerose, anziani soli, malati psichici e immigrati. I palazzi sono fatiscenti, spesso mancano i servizi essenziali, come i bagni, e poche case hanno l'ascensore. Per questa zona, come per altre quattro periferie degradate di Milano, nel 2003 è stato firmato il Contratto di quartiere: un grande progetto finanziato per tutta Milano con 140milioni di euro dalla Regione Lombardia per una riqualificazione dei palazzi e del tessuto sociale. Che cosa è cambiato? Poco, almeno a sentire chi ci vive, come Davide Caselli del Comitato inquilini e Mariangela Simini, responsabile dell'associazione Luisa Berardi. "I lavori di ristrutturazione delle case - spiega Caselli - sono iniziati soltanto l'anno scorso e non riguardano tutti i caseggiati e diversi palazzi sono senza custode". Meglio sta andando con il Progetto Polis, finanziato dal 2010 dalla fondazione Cariplo con 253 mila euro e coordinato da diverse associazioni di zona. Il problema è che scadrà nel febbraio 2013 e quindi il lavoro svolto dalle associazioni nelle scuole, con le donne del quartiere, nei corsi di italiano per stranieri rischia di venire interrotto bruscamente se non verranno trovati altri finanziamenti. Sabato 9 giugno, dalle 13 alle 20, in piazza Insubria si terrà la festa annuale di Polis, in cui si farà il punto della situazione per capire quale futuro avranno i progetti su questo quartiere.

Il progetto Polis, per cui si sono impegnati, oltre al Comitato inquilini e l'associazione Luisa Berardi anche la parrocchia S.Pio V e S.Eugenio, l'associazione Dalet e Formica, prevede una serie di azioni per area di interesse. I maggiori risultati, sottolineano Caselli e Simini, si sono raggiunti nella formazione e nell'educazione. In questi anni, racconta la responsabile, "abbiamo consolidato le attività di doposcuola" e avviato "un progetto cinema per una classe del Tito Livio e una mostra di fotografie del quartiere". Le foto verranno esposte sabato in piazza, mentre il progetto cinema, che ha prodotto due cortometraggi, si chiuderà con una videointervista agli insegnanti. "Spesso i professori non vivono qui e non conoscono la situazione - spiega Simini - ma il disagio abitativo non può non influire sul rendimento degli studenti". L'abbandono scolastico è uno dei problemi della zona. "I migliori cercano di andarsene - racconta la responsabile - e noi dobbiamo intercettarli prima che escano dal circuito scolastico, se no li perdiamo".

Nel quartiere circa il 30% dei residenti sono stranieri. "Abbiamo due corsi di italiano - spiega Simini - uno al mattino a cui partecipano soprattutto donne arabe e uno serale per uomini e donne lavoratori". Oltre al corso di lingua, aggiunge, "c'è un'attività di mediazione, di intervento a scuola con gli insegnanti, con i medici e alcune gite per la città perché le donne escano dal quartiere".

Tra i punti dolenti invece ci sono la situazione delle case, l'assistenza ai malati e alle famiglie e l'assenza di un progetto continuativo. "I lavori di ristrutturazione degli appartamenti sono in corso - spiega Caselli - ma di fatto riguardano solo Calvairate (qualche numero di via Tommei e Insubria 1), mentre nei caseggiati di Molise si interverrà solo sulle facciate. Ponti invece è totalmente esclusa". Ciò che resta, aggiunge, "è il degrado di cantine e solai abbandonati e la mancanza di custodi o la presenza di persone inadeguate". Per quanto riguarda l'assistenza, le risorse sono poche, come gli operatori. "L'organico è inadeguato alle esigenze -sottolinea Simini-: se una famiglia si presenta per un bisogno non ci sono le risorse per aiutarla". Situazione simile per i malati. Si è calcolato che per ogni caseggiato del quartiere ci siano almeno sette sofferenti psichici, ma esiste un sommerso che nessuno sa quantificare. Infine c'è la questione degli interventi. "Si rischia di trasformare tutto in un 'progettificio'" dice Caselli. Un esempio? "Per un'attività con i giovani - sottolinea - i fondi ci sono stati dati solo per 4 mesi. Non si può finanziare con un bando straordinario l'attività di tutti i giorni".

Durante la festa di sabato ci sarà anche un buffet con cibi dal mondo, preparati dagli inquilini del quartiere. A seguire la mostra fotografica, giochi, un laboratorio di percussioni, l'esibizione di gruppi musicali, mercatino dell'usato e pesca benefica. Alle 17 associazioni e comitato inquilini presenteranno il lavoro di questi anni. Sarà presente Loredana Bigatti, presidente del Consiglio di Zona 4. Alle 19 la giornata si concluderà con anguria per tutti.

 

Testo: Ludovica Scaletti per Redattore Sociale

 

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