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L'immigrazione la racconti tu
E se le parole non bastano, allora le immagini accorrono in aiuto, insieme alla musica, i gesti, le espressioni. Da qui, l'idea del concorso "Immigration day".

Quando un'esperienza cambia la vita, o la segna in modo profondo, viene voglia di raccontarla. E se le parole non bastano, allora le immagini accorrono in aiuto, insieme alla musica, i gesti, le espressioni. Da qui, l'idea del concorso "Immigration day", promosso all'interno del Milano film festival (12-23 settembre), dall'associazione Naga e da Terre di mezzo - street magazine.
Dal 2008 il festival riserva uno spazio al tema della migrazione, con film e documentari d'autore. "La novità di quest'anno -spiega Elisabetta Fanti di Esterni, promotore del festival- è la raccolta di materiale più grezzo, realizzato direttamente da chi è protagonista del fenomeno: video girati anche con il telefonino, interviste, reportage, che raccontino i motivi, le condizioni di vita, le politiche d'accoglienza dei Paesi di arrivo".
I video dovranno essere caricati su Youtube e il link va poi inviato a naga@naga.it (entro il 25 giugno). I selezionati, saranno proiettati durante il Festival. "Ci sarà una particolare attenzione per le storie positive -afferma Ilaria Tavasci del Naga, da sempre impegnato nella tutela i diritti dei cittadini stranieri- perché, oltre alle esperienze drammatiche, esistono anche le belle testimonianze di chi ha voglia e bisogno di ricostruirsi una vita".

 

Testo: Alessandra Ravelli

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