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Roland Ultra, la mostra
Le foto del lungo viaggio viaggio da Milano a Manmad (India), dove la vecchia macchina da stampa di Assab One è tornata operativa.

Il Viaggio di Roland Ultra - La Mostra
dal 17 maggio al 19 luglio e dal 10 al 27 settembre 2013
a cura di Elena Quarestani
dal martedì al venerdì,
dalle 15 alle 18,30 e su appuntamento

Opening: giovedì 16 maggio 2013, dalle 19

Aperture straordinarie
18, 25 e 26 maggio

Fotografie e video di Giovanni Hänninen

Tre installazioni di Nathalie du Pasquier, Luca Pancrazzi, Steve Piccolo

Il 2 febbraio 2012 Roland Ultra, la grande macchina da stampa che per 10 anni è stata al centro delle attività di Assab One, lasciava Milano alla volta dell'India verso la promessa di una nuova vita: dall'inerzia forzata che l'aveva trasformata in un monumento al ritorno insperato all'attività per cui era stata costruita nel 1968.

In mostra le foto e i video di Giovanni Hänninen e gli interventi di tre artisti che hanno partecipato da vicino alla vita di Assab One e condiviso l'idea di dare inizio a questo viaggio per accompagnare Roland Ultra a destinazione.

Per informazioni, visita il sito.

 

 

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Dopo il lungo viaggio che da Milano l'ha portata in India a Manmad, è tornata operativa Roland Ultra, la macchina da stampa che ha accompagnato tutte le mostre e gli eventi di Assab One.

Di nuovo in vita. Roland Ultra vestita di nuovo, riverniciata in un luminoso grigio perla e finalmente insediata nell'ampio capannone costruito per ospitarla. Impeccabile e perfettamente efficiente nonostante i dieci anni di inattività, Roland Ultra stampa ora immagini coloratissime di frutta e verdura che andranno a rivestire scatole di cartone destinate ai mercati dell'Asia e del Medio Oriente.

I suoni che produce sono gli stessi dei ricordi, il capomacchina baffuto e gli operai che ne sorvegliano il lavoro compiono gesti uguali a quelli che si vedevano tanti anni fa a decine di migliaia di chilometri di distanza; ora però sono accompagnati da una sorta di tenerezza mista a rispetto che a Milano non avevo mai percepito.

Roland Ultra sembra davvero rinata: ha di fronte a sé un futuro attivo, in una casa accogliente e brulicante di vita. E' la star della fabbrica, la macchina più grande, la più importante, la più preziosa. Non si poteva sperare di meglio.

 

La storia di Roland.

Roland era arrivata a Milano, alla GEA Grafiche Editoriali Ambrosiane, in via Assab 1, nuova di zecca dalla Germania nel 1969 e per più di 30 anni aveva stampato libri d'arte, libri illustrati, enciclopedie, libri scolastici per grandi editori internazionali. Per come era stata costruita avrebbe potuto continuare a stampare in modo impeccabile per moltissimo tempo ancora. Ma, come molte macchine della sua generazione, era diventata lenta, la sua manutenzione eccessivamente costosa, la mano d'opera specializzata destinata all' estinzione. Già nel 2002, quando è stata fondata Assab One, Roland Ultra non era più competitiva nel mondo della carta stampata, già piuttosto in crisi: lo dimostra la recente dichiarazione di fallimento con un carico di oltre 7.000 dipendenti della storica azienda tedesca che l'aveva prodotta: la Man Roland, le cui origini risalgono al 1845.

In India invece ha ancora senso lavorare con queste macchine offsett, Roland e Heidelberg, considerate un po' come le Rolls Royce della stampa. E c'è chi sa ripararle, avviarle, farle funzionare, e generare profitti, tanto che in questi anni si è sviluppato un mercato notevole. 

Roland Ultra ha lasciato Assab One il 2 febbraio (vedi photogallery dello smontaggio). Il 24 aprile, il viaggio è finalmente terminato. Dopo qualche difficoltà alla dogana di Mundra, nel Gujarat e qualche incidente di percorso i container sono finalmente giunti a destinazion, a Manmad, nel distretto di Nashik, nel Maharashtra (photogallery, il trasloco dei due container).

 Qui le foto di Roland gentilmente accolta in India e della famiglia Khan che si prenderà cura di lei!

E qui il video della ricomposizione: "le parti della macchina smontata ad Assab one in gennaio sono state estratte dai container a Manmad nel Maharashtra con catene, corde, leve di metallo, cippi di legno e grazie all'impegno di una squadra di uomini affiatati e pazienti che sapevano come fare. E' stato un po' come assistere a un parto laborioso facilitato dalle manovre di una levatrice esperta, ma anche a una battuta di pesca per via dei modi e dei canti che accompagnavano le azioni degli operai..."

Testo, foto e video: Elena Quarestani, www.assab-one.org

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