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2011, chiuse 50mila aziende agricole
Debiti pregressi, stretta creditizia, crisi dei mercati, costi crescenti di gasolio e strumenti di lavoro, nuove tasse. Un cocktail micidiale per le aziende agricole italiane.

Imprese che hanno il volto e le mani di gente come Roberto Zanotto, grande imprenditore di una piccola, piccolissima azienda agricola di Moncestino, nel Monferrato, dove a partire dal suo allevamento di bovini e suini, produce -da solo-, carni e insaccati biologici di primissima qualità che vende nel suo spaccio, tra cui un salame da premio, aromatizzato con aglio e vino rosso prodotto in proprio (Ruchè e Barbera). Prelibatezze che, almeno per il 2012, nessuno potrà più gustare.
"Per quest'anno, ho deciso di sospendere l'attività, poi si vedrà -dice Zanotto, con tono rassegnato-. Le spese mi hanno massacrato: si aggiungono tasse su tasse, adesso anche l'Imu. Lo Stato si comporta con noi come fa con la grande distribuzione, ma in questo modo ci fa sparire. La mia struttura c'è ancora, gli animali li tengo, ma per quest'anno non li macellerò. E' una scelta che ho preso a malincuore, perché ho dato la vita a questo lavoro". Ora, per vivere, Roberto si dedicherà all'apicoltura insieme ad alcuni amici, in attesa di riuscire a riprendere la sua attività. Chiuderla per sempre sarebbe una sventura non solo per lui, ma per il patrimonio gastronomico del nostro Paese. Per informazioni, www.sangiovannivecchio.it.

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