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La domenica non ha prezzo!
Su questo slogan, mobilitazione promossa dai sindacati: da Bari a Bolzano raccolta di firme, spettacoli e manifestazioni contro la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali. Leggi cosa e dove.

Ma è proprio necessaria l'apertura dei supermercati tutte le domeniche? La risposta è no, almeno per gli 80
organismi, dai sindacati alle chiese cristiane, che aderiscono all'European Sunday Alliance, fondata a Bruxelles nel giugno 2011 con un solo obiettivo: liberare la domenica dal lavoro. E per il 4 marzo hanno organizzato presidi e iniziative di festa nelle principali piazze europee. In Italia sono le categorie del commercio di Cgil Cisl e UIl a mobilitarsi per l'evento: da Bari a Bolzano raccolta di firme, spettacoli e manifestazioni contro la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali. Slogan: "La domenica non ha prezzo".

In Italia quest'anno la campagna è ancor più d'attualità: il decreto Salva Italia ha infatti introdotto, all'articolo 31, la possibilità per supermercati e negozi di rimanere aperti 24 ore su 24 per sette giorni su sette. "Siamo convinti che questo provvedimento non avrà gli auspicati effetti sulla ripresa dei consumi, del pil e dell'occupazione nel settore né tanto meno sulla diminuzione dei costi di beni e servizi", afferma Pierangelo Raineri, segretario generale della Fisascat Cisl. E peggiorerà le condizioni di lavoro: "È una misura che viola i contratti del settore", aggiunge.

Secondo i sindacati l'Italia è sempre stata uno dei Paesi europei con più aperture domenicali dei grandi magazzini: le norme nazionali ne prevedevano infatti 13 a cui si aggiungevano quelle concordate con i singoli Comuni e in alcune regioni, come la Lombardia, si arrivava a 25 o 26. "Il decreto Salva Italia ha stracciato gli accordi regionali che regolamentavano il fenomeno, senza che le parti coinvolte venissero consultate. E non porterà ad un aumento dell'occupazione perché la grande distribuzione per ora sta solo rimodulando i turni di lavoro per riuscire a coprire anche tutte le domeniche dell'anno", afferma Maria Grazie Gabrielli, segretaria nazionale di Filcams Cgil.

La mobilitazione in piazza mirerà a sottolineare due aspetti: la domenica lavorativa è un inutile sacrificio per i dipendenti e peggiora la qualità della vita di tutti, perché sarebbe meglio spendere il giorno di riposo per stare in famiglia, con gli amici, per dedicarsi al volontariato o per fare sport, piuttosto che girare con il carrello in qualche grande centro commerciale.

Sono previsti presidi a Bari (p.zza S. Ferdinando, dalle 10 alle 12), Bologna (piazza della Pace e allo Stadio dall'Ara, dalle 12 alle 15), Padova (piazza Prato della valle, dalle ore 9.30 alle 12.30). A Firenze sabato 25 febbraio i dipendenti dei supermercati hanno distribuito un volantino in cui invitavano i clienti a non fare la spesa domenica 4 marzo ma a ad andare in piazza della Repubblica, dalle 10 alle 12, per seguire il concerto della Banda Bandao. A Modena domenica mattina, all'uscita della santa Messa in Duomo, verrà distribuito un volantino con scritto "Grazie di essere qui (e non all'ipermercato)". Lo stesso volantino sarà distribuito nel pomeriggio (a partire dalle ore 15) anche al Foro Boario, dove si tiene Buk, la fiera della piccola e media editoria, all'ingresso del Palazzo dei Musei e nei parchi cittadini. A Reggio Emilia i sindacati hanno indetto lo sciopero dell'intero turno di lavoro dei dipendenti degli esercizi commerciali. A Bolzano, alleanza tra Curia e sindacati: stanno tappezzando i luoghi pubblici con un manifesto in cui su un carrello c'è un divieto di transito e lo slogan (in italiano, tedesco, ladino e inglese) "Domenica? No grazie!". A Milano festa in largo Cairoli, alle 17.30, con artisti di strada, giocolieri, trampolieri, clown e musicisti.

 

Testo: Dario Paladini, per Redattore Sociale

 

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