"I clienti amano essere presi per il naso". Parola di Giuseppe Montalto, presidente di Montalto natura, azienda che produce biocosmetici dal 1990. "Quasi sempre si presta attenzione solo alla fragranza e non si bada alla qualità di quel che è contenuto
nella boccetta o nel tubetto". Ecco cosa si rischia a seguire solo il proprio fiuto nell'acquisto dei cosmetici: si scambia per buono anche ciò che non lo è. Secondo uno studio dal Women's environmental network, associazione eco femminista britannica, i cosmetici sono composti al 95 per cento da sostanze sintetiche e derivate dal petrolio sulle quali, nella stragrande
maggioranza dei casi, non sono mai stati effettuati test di pericolosità per la salute. i cosmetici bio, al contrario, sono realizzati solo con ingredienti naturali: "I trattamenti di bellezza sono cibo per la pelle -continua Montalto-. Quando un prodotto è naturale,
lo si vede dalla facilità con cui viene assorbito dal corpo".
Peccato che, per un profano, decifrare l'arcana lista degli ingredienti stampata sulle confezioni, dal 1997 scritta in un codice standard chiamato Inci, sia un'impresa spesso impossibile. Quando c'è il marchio "bio" si può stare un po' più tranquilli, perché indica un prodotto privo di sostanze come petrolati e siliconi, onnipresenti nella cosmesi tradizionale e di recente fatti oggetto di studi per verificarne la tossicità.
Ma c'è bio e bio: in Italia esistono due enti, Ccbp e icea, che certificano un prodotto come "dermoecosostenibile", rispettoso sia della pelle che dell'ambiente. I cosmetici, quindi, si dividono in "eco bio" e "bio naturali": i primi sono realizzati secondo un decalogo che prescrive ciò che non deve essere presente in un prodotto. I secondi, invece, contengono solo sostanze
previste da un disciplinare. In Italia, le aziende eco bio sono un centinaio, quelle bio naturali solo sei. "C'è un vuoto legislativo -dice Montalto-, oggi la differenza sta solo nel disciplinare delle aziende". Una lacuna che permette a tanti di proclamarsi "bio
naturali" anche quando non lo sono. La soluzione? Fate una visita dermocosmetica e trovate il vostro marchio di fiducia.
Testo: Lorenzo Bagnoli










OKNOtizie
Segnalo
Diggita
Delicious
Facebook