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I nostri amici sono tutti diversi
Il biglietto dei bambini fiorentini è la risposta a un paese ammalato di xenofobia. Perché il cancro del razzismo, della negazione dei diritti è, nella nostra società, dietro l'angolo.

La follia e il dolore attraversano le nostre vite. Ma anche il razzismo. Ed è inaccettabile.

Dopo i fatti di Torino e Firenze l'Italia si risveglia ammalata di xenofobia, come se un male covato e a lungo negato, fosse improvvisamente scoppiato. Purtroppo non è così: questo cancro è stato alimentato da segregazioni apparentemente minime, da diritti riconosciuti soltanto per qualcuno, da tanta violenza verbale. Il tutto in una sottovalutazione quotidiana di quanto stava e sta ancora accadendo. Perché il cancro del razzismo, della negazione dei diritti è, nella nostra società, dietro l'angolo. Abita alle porte delle nostre case, si siede alle nostre tavole, nei nostri discorsi di bar e di sport, nelle commemorazioni formali e nelle celebrazioni religiose orfane dell'attualità. Torino e Firenze sono l'evidenza dei nostri mali, reali e possibili. 

“I nostri amici sono tutti diversi” hanno scritto in un biglietto i bambini fiorentini. La rinascita si nutre di parole e linguaggi che gettano ponti, che non alimentano follie, di gesti semplici che narrano una vicinanza, nel dolore e nella gioia. Lo impariamo, e come noi tanti altri, avendo condiviso un pezzo di strada con  la comunità senegalese. Per questo oggi siamo particolarmente colpiti. Gridiamo il nostro dolore, la nostra vicinanza alle vittime, Samb Modou e Diop Mor, alle loro famiglie, a chi è da sempre straniero.

Sabato saremo alla manifestazione di Firenze (o quando sarà) ma intanto ci ritroviamo giovedì sera alle 21 alla Camera del lavoro di Milano per una serate di musica e solidarietà, per imparare insieme a usare le parole della convivenza. Chi vuole, non manchi. Con la band e il gruppo della Trasgressione e l'artista senegalese Amhed Ba.

(Scarica il comunicato in formato pdf)

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