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19-27 novembre, Settimana europea per la riduzione dei rifiuti
Una giostra, un pesce e un settimino realizzati con rifiuti elettronici. Il consorzio Ecolight propone Il Museo del riciclo con opere fatte dai detenuti dei laboratori RAEE nelle carceri di Forlì e Bologna.

Una giostra, un pesce e un settimino realizzati con rifiuti elettronici. Sono le opere fatte dai detenuti dei laboratori RAEE in carcere gestiti dalle cooperative sociali Gulliver e IT2, in collaborazione con l'associazione Recuperiamoci. Il Museo del Riciclo (www.museodelriciclo.it) del consorzio Ecolight presenta l'arte che arriva dalle case circondariali di Forlì e Bologna. «Abbiamo deciso di ospitare le opere nate all'interno del progetto RAEE in carcere, un'iniziativa importante sotto il profilo sociale e ambientale dove, attraverso il disassemblaggio dei rifiuti elettronici viene data una solida opportunità di lavoro alle persone in esecuzione penale», precisa Walter Camarda, presidente di Ecolight, consorzio per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, pile e accumulatori, e che è partner del laboratorio di Forlì. «Dopo la positiva esperienza dell'anno scorso, in occasione di Ecomondo il Museo del Riciclo si trasforma da portale web a spazio concreto da visitare. E si apre al tema del sociale. L'arte che nasce dai rifiuti - questo il tema centrale del Museo del Riciclo - diventa occasione per una rieducazione, nel rispetto dell'ambiente e nel rispetto della legalità».
«Il progetto Museo del Riciclo è nato un anno e mezzo fa con il preciso scopo di dare valore al lavoro dei molti artisti che, utilizzando materiali di scarto, arrivano a realizzare delle opere. È un modo per stimolare e accrescere la sensibilità sul tema dei rifiuti, in particolare sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche». I RAEE infatti rappresentano una delle sfide più interessanti per l'Europa e l'Italia. «Partendo dalla consapevolezza che gli oggetti elettronici caratterizzano quasi ogni momento della nostra vita, diventa quindi necessario raccoglierli e riciclarli non solamente per fornire importanti materie prime seconde, ma anche limitare la dispersione di sostanze inquinanti», continua il direttore generale del consorzio Ecolight, Giancarlo Dezio. Con il laboratorio RAEE in carcere, accanto a queste finalità, si aggiunge lo scopo sociale: permettere il reinserimento lavorativo delle persone in esecuzione penale. Dall'avvio della sperimentazione (settembre 2009) il laboratorio di Forlì ha impegnato complessivamente 6 persone detenute, di cui 3 assunte. Complessivamente, il laboratorio ha lavorato circa 300 tonnellate di RAEE.

RAEE in carcere - Partito nel 2005 all'interno dell'iniziativa comunitaria Equal "Pegaso" finanziata dalla Regione Emilia-Romagna con il Fondo Sociale Europeo, il progetto vuole fornire opportunità di lavoro e di reinserimento sociale per i detenuti delle case circondariali di Bologna, Forlì e Ferrara. Molti gli enti e le società che hanno promosso il progetto, sotto il coordinamento di Techne, organizzando tre laboratori per il trattamento dei RAEE per favorirne il recupero e il riciclo prima del loro invio agli impianti di trattamento finale. In questi laboratori - gestiti dalle cooperative sociali it2, Gulliver e Il Germoglio - vengono impiegate persone in esecuzione penale. Ecolight è partner del laboratorio di Forlì gestito dalla cooperativa sociale Gulliver.

Ecolight - Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre 1.500 aziende, è il terzo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. Rappresentando più del 90 per cento del settore, è punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e per i produttori di apparecchi di illuminazione. Tratta tutte le tipologie di Raee. www.ecolight.it.

 

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