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Artemista, uno spazio per tutti
Nella campagna pavese, la Cascina Castello di Spessa Po ristrutturata da 6 artisti che sognano di trasformarla in un centro di progetti artistici, culturali e socio-educativi. Ora chiedono aiuto per sbloccare i finanziamenti e completare l'opera.

Uno spazio teatrale con magazzino, uno studio di registrazione professionale, un laboratorio di scenotecnica e sale prove di varie dimensioni. Ma anche un ostello moderno e accogliente, punto di partenza ideale per un fine settimana sostenibile nel verde del parco del Ticino. È un posto speciale la Cascina Castello di Spessa Po, nella campagna pavese, a due passi dal "grande fiume": una struttura edificata nel 1700, ma con parti risalenti all'anno 1000, con 1000 metri quadrati di superficie distribuiti su due piani. Un potenziale gioiello ridotto a un rudere, finché nel 2004 un gruppo di sei artisti ha deciso di rimetterla a nuovo facendone il centro di progetti artistici, culturali e socio educativi: è questa la missione dell'associazione culturale Artemista, un nome che ben spiega la varietà dei talenti dei fondatori dell'associazione culturale. Due di loro, Elisa e Mauro, ne hanno fatto una ragione di vita, al punto da ricavarsi un mini appartamento all'interno della struttura per seguire meglio i lavori, ai quali partecipano in prima persona.

"La ristrutturazione segue criteri di alta efficienza energetica con utilizzo di impianti fotovoltaici, materiali ecologici e una particolare attenzione alla natura architettonica e storica di questo luogo" spiega Mauro. Al termine dei lavori, prevista nell'aprile 2012, l'ostello avrà 25 posti letto, una mediateca con internet point (sono già a disposizione oltre 700 volumi dedicati soprattutto a cinema, arte, letteratura, oltre a video di cinema e di teatro), una sala da pranzo e colazione, una cucina a disposizione degli ospiti e una lavanderia. Ma ora tutto rischia di essere bloccato.

"Il nostro progetto ha vinto un bando della Direzione generale Giovani della Regione Lombardia, con il quale la Regione finanzia il 55 per cento della ristrutturazione -dice Elisa-: il resto lo mettiamo noi, anche avvalendoci del lavoro di tanti volontari. Da qualche mese, però, l'architetto che seguiva i lavori ci ha abbandonato e ora, lentamente, stiamo cercando di riprendere il lavoro con un altro professionista. Il problema è che l'arrivo dei fondi regionali è vincolato al completamento della nostra parte di lavoro". Un obiettivo possibile soltanto se, entro aprile 2012, l'associazione riuscirà a racimolare i 90mila euro necessari a ristrutturare l'ostello.

"Non chiediamo denaro fine a sé stesso -sottolineano Elisa e Mauro-, ma vogliamo lanciare un appello a compagnie teatrali, band musicali, scuole, associazioni, imprese, ma anche famiglie e gruppi di amici, artisti e persone singole che potrebbero, per esempio, noleggiare in anticipo la sala prove o lo spazio teatrale per registrare un disco o provare uno spettacolo, oppure prenotare uno degli spazi della cascina per allestire una mostra oppure per ospitare incontri o feste, sfruttando l'ostello per fermarsi a dormire o per godersi un weekend di turismo sostenibile". Del resto, la ristrutturazione della cascina è nata per questo e i soci di Artemista hanno già alle spalle numerose esperienze del genere: "Con la bella stagione, gli anni scorsi sono arrivate da noi compagnie circensi o teatrali a provare i loro spettacoli, tra le quali una compagnia di Cantù che fa teatro con attori con disabilità", dicono Elisa e Mauro che insieme agli amici della compagnia teatrale Alma Rosè e a decine di volontari, hanno investito tutto in questo progetto, la cui eccellenza è stata riconosciuta anche dalla Regione Lombardia. Un piccolo grande sogno, da condividere con persone, enti, gruppi e associazioni: insieme, basta davvero poco per portarlo a compimento.

Per seguire l'avanzamento dei lavori e le attività della cascina, si può fare riferimento al sito di Artemista, al blog oppure al profilo facebook

TESTO: Andrea Rottini

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