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Videogiochi cooperanti
In "Migragames", 4 personaggi provenienti da Asia, Africa e America Latina aiutano a capire le cause delle migrazioni. L'idea è di un giovane team di programmatori bolognesi.

Koala games è una giovane software house bolognese: nata nel 2003, si è già ritagliata una nicchia di successo con videogiochi didattici ed educativi, spesso ideati con le scuole. La squadra dei programmatori, quattro a tempo pieno più una trentina di freelance, ha un debole per il sociale: appena possono, infatti, accettano di lavorare a progetti a fin di bene. Come "Migragames", in cui quattro piccoli personaggi provenienti da Asia, Africa e America latina aiutano a capire le cause delle migrazioni. O come l'ultima fatica, "The invisible hand", realizzato in collaborazione con quattro ong (Rtm, Progetto mondo Mlal, Asal, Osvic) attive nel Sud del mondo. Un gioco d'azione che parla di diritti umani, commercio equo e
consumo critico, realizzato grazie a un contributo del ministero degli Affari esteri (nell'immagine, i quattro personaggi principali). Anche la modalità di distribuzione è originale: il videogame può essere scaricato dal sito www.theinvisiblehand.it con una donazione libera, da destinare alla cooperazione internazionale o all'ulteriore sviluppo del gioco.

 

Testo: Andrea Rottini

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