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Artista, volontario, amico
Un ricordo di Marco Colombaioni, morto a 28 anni per salvare alcuni ragazzi keniani che accompagnava per conto di Amani.

“Non un semplice volontario, ma un artista: si era diplomato all'Accademia di Belle Arti a Milano, con 110 e lode. Giocava a rugby, faceva spettacoli teatrali, dipingeva. E poi era sempre entusiasta e sorridente”. Con queste parole Davide Scaglione, volontario dell'associazione Amani, ricorda il suo amico Marco Colombaioni. A 28 anni, Colombaioni ha perso la vita lo scorso sabato, 2 luglio, mentre cercava di salvare dal mare agitato 5 ragazzi keniani, in Italia per partecipare al Festival “In Fabula” di Ravenna. Appena il gruppo si è trovato in difficoltà, Marco si è buttato in acqua per soccorrerlo. Due dei giovani recuperati in mare da Colombaioni sono stati dimessi oggi dall'ospedale di Ravenna. Insieme a lui, è morto anche George Munuya Gathuru, di soli 15 anni, fra gli attori dello spettacolo “Simba na mende” (Il leone e lo scarafaggio, in lingua swahili) del Koinonia Children Team, che i ragazzi di Amani hanno portato al Festival di Ravenna.

Marco Colombaioni, oltre ad accompagnare i ragazzi, ne raccontava la storia in un quaderno illustrato: “L'idea -spiega Giammarco Elia, presidente della ong Amani– era di seguire le vicende dei ragazzi come un illustratore al seguito di un esploratore dell'Ottocento. La ditta Moleskine era entusiasta dell'idea e aveva regalato moltissimi quaderni a Marco. Chissà che cosa ne sarebbe venuto fuori”. Non appena si è diffusa la notizia della scomparsa di Colombaioni, decine di volontari di Amani da mezza Italia sono accorsi a Ravenna, così come gli amici e gli artisti che conoscevano il giovane volontario: “Vogliono esprimere così la loro vicinanza e ricordarlo in modo personale”, conclude Elia.

Il mal d'Africa ha contagiato Marco nel 2004, quando insieme all'amico Davide Scaglione è volato per la prima volta in Kenya, per un campo di lavoro con Amani. Da allora, l'Africa è diventata parte della sua vita. Con MultimediArt Senegal, ad esempio, un progetto artistico-musicale al quale Colombaioni collaborava insieme a “Cherimus”, un'associazione del Sulcis Iglesiente (cherimus.blogspot.com). La band sardo-senegalese “Chadal”, uno dei frutti del progetto, ha in programma il primo concerto il 20 agosto, in Sardegna.

La sua vita, però, era soprattutto a Milano. Qui collaborava con L'Isola Art, il collettivo di artisti dell'omonimo quartiere milanese e giocava a rugby nella Stella Rossa, squadra con cui aveva organizzato qualche mese fa un torneo antirazzista. Ma soprattutto a Milano stava nascendo la Piccola Scuola di circo, il suo primo progetto realizzato senza il supporto di altre associazioni. In più, era volontario presso il carcere minorile “Beccaria” con l'associazione Comunità nuova di don Gino Rigoldi. Non mancano i riconoscimenti internazionali al talento di Colombaioni, come l'esposizione alla Biennale di Istanbul, nel 2008, o del 2009 al Mamco di Ginevra. Insieme al critico d'arte Simon Njami nel 2010 ha curato la selezione delle opere per la biennale de Il Cairo. “Stava lavorando ad un complesso lavoro su Annibale –prosegue Scaglione– ma non l'aveva ancora esposto. Diceva che non c'era fretta, che di tempo ce n'era”.

Lunedì 4 luglio, aprendo il consiglio comunale, il presidente Basilio Rizzo l'ha ricordato così: “La Milano di Marco, fatta di associazionismo, arte, attività culturale, cooperazione internazionale è la Milano alla quale spesso guardiamo con ottimismo e speranza; è la Milano perfetta che spesso, a noi cittadini, sembra lontana e difficilmente realizzabile. Non è mai stata lontana per lui, capace di spiegare che l'arte è anche fare del bene”. Il Pd milanese, per volontà di Rosario Pantaleo e Carmela Rozza, ha anche deciso di consegnare la medaglia d'oro alla memoria per il gesto di coraggio e di altruismo , nell'ambito delle benemerenze cittadine per il 2011.

TESTO: Lorenzo Bagnoli

Chiara Righi, Anna Nenna, Silvia De Facendis e Paola Liberali si stringono alla famiglia di Marco Colombaioni e agli altri volontari di Amani, insieme a tutto lo staff di "Terre di mezzo" e di "Fa' la cosa giusta!".

 

 

 

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