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Ramadan con le musalsalat
Ad agosto, su Babel tv, andranno in onda tre soap ambientate in Egitto, Siria e Marocco. “Rappresentano uno spaccato della società araba. Ma spesso si affrontano anche temi sociali".

Digiuno, preghiera e musalsalat. Sono tre elementi del Ramadan, il mese sacro per i fedeli musulmani (che quest'anno cade ad agosto) durante il quale molte reti televisive trasmettono  i musalsalat: serie tv prodotte appositamente per il mese sacro, trasmesse in coincidenza con la rottura del digiuno e capaci con le loro storie avvincenti di appassionare milioni di telespettatori. Il canale televisivo "Babel" (visibile su Sky) ha presentato oggi a Milano una programmazione speciale dedicata al Ramadan, che comprende tre delle più significative serie del mondo arabo degli ultimi anni. "In Italia ci sono più di un milione di persone di fede musulmana -spiega Beatrice Coletti, direttore di Babel- vogliamo creare un momento di condivisione e di conoscenza culturale". La programmazione di queste serie tivù rappresenta infatti uno dei momenti più importanti dal punto di vista televisivo nel mondo arabo: "Durante il Ramadan vengono trasmesse le opere più costose e di alta qualità. Si registrano importanti picchi d'ascolto -spiega Beatrice Coletti-. Noi avevamo interesse a valorizzare la programmazione del mese di agosto con produzioni di buon livello".

La televisione gioca un ruolo importante durante il mese e nelle ore attorno al pasto serale (l'iftar) e quello consumato prima dell'alba per prepararsi alla giornata di digiuno (il sohour). Babel presenterà, per la prima volta nella storia della televisione italiana, tre serie arabe in anteprima assoluta prodotte in tre diversi paesi: l'egiziana "Fuggendo l'Occidente" (Escaping the West), la marocchina "Speriamo che capiti anche a te" (Oqba Lik) e la quinta stagione della musalsal siriana "La porta del quartiere" (Bab al Hara). "Quest'ultima ha avuto un successo straordinario nel mondo arabo e il Guardian l'ha inserita tra le dieci serie televisive più viste al mondo", spiega Beatrice Coletti.  Tutte verranno trasmesse in lingua originale con sottotitoli in italiano.

"I musalsalat rappresentano uno spaccato della società araba. Si parla molto delle famiglie e dei loro problemi, ma spesso si affrontano anche i temi sociali e l'attualità", spiega Ouissal Mejri, 29enne tunisina, giornalista di "Yalla Italia". Questi programmi vengono trasmessi per tutto l'anno dai principali canali arabi, pubblici e privati, ma sono legate soprattutto al Ramadan. Per certi versi, assomigliano alle telenovelas cui siamo abituati, ma sarebbe sbagliato considerarli delle semplici soap opera.
"Servono a passare il tempo durante il digiuno, a ingannare l'attesa in vista della cena -spiega Rania Said Ahmed Ibrahim, egiziana, giornalista di "Yalla Italia"-. Catalizzano l'attenzione di tutti gli abitanti del mondo arabo e gli immigrati in Italia non sono da meno. Ormai fa parte della tradizione, ma i canali sono talmente tanti che non riesco a seguirle tutte". 

"Purtroppo vivo in centro a Bologna e non ho la parabola, guardo alcuni musalsalat in straming. Mi spiace tantissimo non riuscire a seguirli -aggiunge Ouissal- perché è una tradizione che fa parte del Ramadan. E' come se mi mancasse un pezzo di questa situazione". Durante il Ramadan poi le tivù cambiano i palinsesti per adattarsi ai nuovi ritmi di vita dei fedeli: "Quelli più belli, sui cui le emittenti puntano maggiormente, vengono trasmessi dopocena", spiega Ouissal. Proprio quando i fedeli hanno rotto il digiuno e si ritrovano al termine della giornata. 

Storicamente la produzione più importante di musalsalat è quella egiziana, sia per qualità che per quantità. Anche se negli ultimi anni è emerso un interessante filone di musalsalat siriani e libanesi, che presentano uno spaccato sociale leggermente diverso rispetto a quello egiziano. Ma in quasi tutti i Paesi arabi, dal Marocco alla Tunisia si producono queste serie. E stanno avendo un gran successo le musalsalat prodotte in Turchia. "Dalle storie tracciate in queste serie televisive emerge uno spaccato della società araba, con tutte le sue contraddizioni, come la corruzione e il terrorismo -spiega Rania-. Ora mi aspetto di vedere qualcosa sui moti in Egitto e Tunisia".  

I temi sono vari. Ci sono musalsalat ad ambientazione storica, quelli a tema religioso, quelli che affrontano temi politici (imprescindibili le soap in cui si affronta il tema del conflitto arabo-israeliano) e quelli che affrontano i temi sociali. "Ne ricordo una molto bella, di 4-5 anni fa, in cui si parlava dei bambini di strada. Era la storia di un assistente sociale, in cui si denunciavano le violenze commesse dalla polizia", dice Rania. Non possono poi mancare le storie d'amore, sulla carta impossibili, tra giovani appartenenti a diverse classi sociali. Ma alla fine il bene trionfa sempre.

 

 

 

 

 

 

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