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Diritti in catene
Anche a Milano la protesta dei migranti truffati dalla sanatoria 2009.

MILANO - "Quest'inverno siamo saliti sulla Torre di via Imbonati, più volte abbiamo incontrato il Prefetto di Milano, una nostra delegazione è stata ricevuta dallo staff del ministro Maroni. Tante promesse, ma non una risposta formale né una soluzione politica”. Saidou Moussa Ba, mediatore culturale senegalese, da 22 anni in Italia, riassume le ragioni della protesta della Rete immigrati auto organizzati che, dopo Brescia, Massa Carrara e Padova, da ieri pomeriggio si sono incatenati a Milano, in piazza 24 maggio, fuori dalla sede di zona della Lega Nord, per protestare contro la mancata regolarizzazione degli stranieri vittime della "sanatoria truffa" del 2009. Centinaia di persone in tutta Italia, raggirate da organizzazioni criminali che promettevano di metterli in regola pretendendo migliaia di euro, poi scomparse nel nulla. "Intanto, se uno perde il lavoro perde anche il permesso di soggiorno e rischia di diventare clandestino e quindi finire di nei Cie -continua Ba-, e non più per 6, ma per 18 mesi, come ha di recente deciso il ministro Maroni”. “Quella del 2009 è stata una sanatoria-imbroglio perché rivolta solo alle colf e alle badanti -ha spiegato Pietro Massarotto, avvocato e presidente del Naga-, ma tutte le persone che lavoravano in nero hanno dovuto tentare la richiesta di sanatoria pagando somme altissime. Ci sono centinaia di truffati, com cifre che vanno dai 2500 ai 7-8mila euro. Queste per noi si chiamano estorsioni”. 

“Oggi depositeremo una mozione in Consiglio comunale chiedendo che il Sindaco, la giunta e il consiglio si impegnino a chiedere al Governo l'immediata applicazione della sentenza del consiglio di Stato per abrogare la cosiddetta circolare Manganelli (che blocca la regolarizzazione di quanti erano stati colpiti, in passato, da procedimento di doppia espulsione, ndr)  e l'apertura di un tavolo nazionale sulla sanatoria truffa” ha detto il consigliere di Sel, Patrizia Quartieri, annunciando un prossimo incontro tra una delegazione dei migranti truffati e il nuovo sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Le stesse mozioni verranno presentate in Regione dal consigliere dell'Idv, Giorgio Cavalli, ed è allo studio la presentazione anche al consiglio provinciale.

Tra i migranti incatenati c'è l'argentino Jorge Carazas, nella foto. 46 anni, di cui gli ultimi 11 trascorsi a Milano, Carazas è imbianchino: "Per anni ho avuto la partita Iva -dice-, poi tutti gli italiani volevano pagarmi in nero, io non riuscivo più a sostenere le spese e ho dovuto chiuderla. Mia figlia ha 15 anni e ha fatto tutte le scuole qui -prosegue-: tra tre anni sarà maggiorenne, ma che ne sarà di lei se non riuscirà a ottenere la cittadinanza?".

TESTO: Andrea Rottini per l'agenzia Redattore sociale 

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