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Colletti sporchi
Sono circa 500 i professionisti condannati per collusione con organizzazioni criminali sono tutt'ora iscritti agli Albi. La denuncia di Alessandro Maria Calì, alla Settimana contro le mafie.

Sono più di 500 i professionisti iscritti a vari ordini professionali che sono stati condannati per collusione con organizzazioni criminali e che continuano a esercitare. E' la denuncia contenuta nel libro-inchiesta "DisOrdini" di Alessandro Maria Calì, ingegnere palermitano, dal 2005 al 2009 presidente del Consiglio dell'ordine degli ingegneri di Palemo. "Questo libro nasce dalla mia esperienza personale", spiega Alessandro Calì che, in qualità di presidente dell'Ordine, aveva proposto al Consiglio la cancellazione dall'albo di Michele Aiello, soprannominato dai giornalisti il "re Mida della sanità siciliana". Aiello era stato condannato a 14 anni di carcere dal tribunale di Palermo. "Ho acquisito il fascicolo e ho proposto la sua cancellazione dall'albo per fatti che sono indipendenti dai reati penali, di quelli se ne occupano i giudici -spiega Calì-. Da quelle carte ho appreso che Aiello aveva frequentato die mafiosi. Il consiglio ha votato all'unanimità la sua cancellazione dall'Ordine". 

Un episodio che, molto probabilmente, rappresenta il primo e unico caso nel nostro Paese di espulsione da un albo professionale per fatti di mafia, indipendentemente da una sentenza penale. "Gli Ordini devono vigilare sul comportamento deontologico dei propri iscritti. La stessa legge prevede che non possono far parte dell'Albo coloro che non siano di specchiata condotta morale -spiega Calì-. E invece gli Ordini non intervengono: si difendono dicendo che non possono fare nulla fino al terzo grado di giudizio. Ma non è così".

Con la sua inchiesta, Calì ha scoperto che ci sono centinaia di casi di professionisti che, pur essendo stati condannati per collusioni mafiosa, restano iscritti nei relativi albi. Nel libro si ricordano i casi di due archietetti condannati a otto anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, diversi medici condannati a pene severe per collusioni con la mafia, un ingegnere arrestato ben tre volte per favoreggiamento alla mafia e riciclaggio, due avvocati condannati per aver contribuito al riciclaggio del tesoro di Vito Ciancimino, un commercialista amministratore giudiziario di beni sequestrati alla 'ndrangheta, ma sorpreso mentre svela al telefono ad un pericoloso latitante l'imminente arresto di 300 esponenti dell'organizzazione. E il fenomeno dei colletti "sporchi" interessa tutta la penisola, da Nord a Sud. "I casi che ho riscontrato si sono verificati in tutta Italia -conclude Calì-. Ad esempio un medico condannato in Toscana per aver falsamente attestato le condizioni di salute di un uomo detenuto per mafia". 
 
"disOrdini: la criminalità organizzata e le professioni", verrà presentato a Milano giovedì 19 maggio durante la Settimana contro le mafie (diversi appuntamenti in calendario dal 18 al 23 maggio). All'incontro parteciperanno l'autore, Beatrice Forni (ingegnere) e il procuratore di Palermo, Ignazio De Francisci.

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