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Lo sfratto di San Vittore
Matteo Salvini, Lega Nord, vorrebbe trasformarlo in una biblioteca: "Nel 2011 un carcere a 10 minuti da piazza Duomo non può esserci". Ma le associazioni dicono di no.

Chiudere San Vittore per farne una biblioteca. Questa la proposta di Matteo Salvini, capogruppo della Lega Nord al Comune di Milano. "Nel 2011 un carcere a dieci minuti da piazza Duomo non può esserci -commenta Salvini-. E' una struttura sovraffollata e cadente. Meglio chiuderlo e riallocare altrove gli attuali ospiti". La Lega Nord propone di dare attuazione al progetto presentato dall'associazione "Italia Nostra" che prevede l'abbattimento delle mura esterne del penitenziario per ospitare all'interno dei raggi la Biblioteca europea. "Milano è l'unica città italiana ad avere quattro penitenziari -conclude Salvini-. Da vent'anni se ne parla, è ora di chiudere San Vittore".
 
Un'idea che lascia perplesso il segretario della UilPa Penitenziari, Angelo Urso: "Chiudere San Vittore significa perdere un pezzo di storia -commenta-. Ma soprattutto, la chiusura di questo istituto è fuori luogo: già ora Milano non regge il suo bacino d'utenza". Un'ipotesi che si potrebbe riprendere in considerazione se in città ci fosse un nuovo penitenziario. "La prima domanda da fare a Salvini è: dove verrebbero allocati gli altri detenuti? -aggiunge Urso-. Le altre carceri a Milano sono piene". 
 
"Ci piacerebbe chiudere San Vittore -commenta Alessandra Naldi, di Antigone Lombardia- a patto però che questa decisione sia inserita in un percorso che riduca l'eccessivo uso della carcerazione". Guido Chiaretti, volontario e presidente della Sesta opera San Fedele, sottolinea come le condizioni interne siano "indecenti e disumane. Ma non basta proporre la chiusura di San Vittore. Occorre fare il passo successivo, quali alternative ci sono?". Chiaretti poi sottolinea l'importanza del fatto che il carcere stia all'interno della città: "Avere un carcere in centro significa renderlo visibile e presente nella società civile -spiega- Il 60% dei nostri volontari vuole andare lì a prestare il proprio servizio. E non solo per motivi logistici o di trasporto: San Vittore è parte della città di Milano". Un parere condiviso da Alessandra Naldi: "Se un carcere ci deve essere, allora deve restare all'interno della città. Perché i milanesi lo vedano e si ricordino della sua presenza".  

Scritto da Ilaria Sesana per l'agenzia Redattore sociale

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