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Venerdì 13 maggio la presentazione milanese del romanzo d'esordio di Giuseppe Manzo, collaboratore di Terre di mezzo. Appuntamento alla Libreria coop Statale.

Chi non ha mai vissuto almeno una volta un periodo "precario", in perenne affanno e alla ricerca di certezze lavorative? La precarietà è un terreno comune a tante professioni e, allo stesso tempo, un tema ampiamente trattato e approfondito. Eppure il libro appena pubblicato da Cento Autori "SCripta. Diario clandestino di un cronista precario" (collana Palpiti, costo 11 euro, 112 pagine) offre una chiave di lettura quanto meno originale. L'autore e protagonista del racconto è Giuseppe Manzo, napoletano di 31 anni, alla sua prima esperienza letteraria. A narrare il suo anno precario un giovane aspirante giornalista, parcellizzato tra mille "lavoretti" e la frenesia della vita quotidiana, ma che non rinuncia mai ad inseguire il suo sogno. 

Siamo nel 2008: dodici mesi caratterizzati da una serie di eventi emblematici per Napoli, eventi che Manzo si ritrova a seguire come "cronista di strada". Dalla misteriosa autobomba piazzata in pieno centro storico (gennaio), al rogo del campo rom di Ponticelli (maggio), alle violente proteste per la riapertura della discarica di Chiaiano (settembre), passando per il racconto dei "pazzi" (marzo) e dei "veleni di Napoli est" (giugno). Il tempo scorre veloce e, per tirare avanti, il trentenne cambia tanti lavori, dall'educatore all'operatore di call center, fino al punto di trasferirsi a Milano, alla ricerca di una maggiore stabilità. Lì comincia una breve parentesi come professore (precario) di italiano in una scuola media della provincia (novembre). Il racconto si muove costantemente al confine tra storia personale e cronaca; lo stile, fluido, è quello del diario, ma anche del taccuino, proprio per questo groviglio inestricabile tra vicende personali e professionali. 

Parlando in prima persona, l'autore racconta dodici storie (in altrettanti capitoli introdotti da altrettante "colonne sonore"), condividendo con il lettore l'insieme di pensieri ed emozioni che lo attraversano. Dall'amara consapevolezza delle difficoltà da affrontare per riuscire a "vivere" di giornalismo e dei meccanismi perversi che dominano le logiche redazionali, come quello della "mano mozza", in cui a stare sul campo, sfidando i pericoli della strada pur di raccontare un pezzo di realtà, è il collaboratore, ma chi ci mette la firma è il redattore. All'entusiasmo del primo vero contratto e stipendio, frutto del periodo milanese, fino alla gioia di tornare a raccontare la propria città, nonostante tutto. Perché per inseguire le proprie passioni, bisogna restare, resistere e lottare. È anche da questa convinzione che nasce nel 2010 l'esperienza del Coordinamento Giornalisti Precari della Campania, di cui Giuseppe Manzo è uno dei fondatori. 

Il libro verrà presentato a Milano venerdì 13 maggio, alle ore 17.30, presso la Libreria coop Statale in via Festa del perdono, 12. Tra gli ospiti, Elena Parasiliti, direttore di Terre di mezzo - street magazine.

 

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