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La Moratti chiude il Triboniano
La decisione, annunciata da tempo, realizzata nel giorno dell'incontro pubblico tra il sindaco di Milano e Umberto Bossi.

Lo storico campo rom regolare di via Triboniano a Milano è stato chiuso oggi. Un'operazione annunciata da tempo, ma realizzata in un solo giorno: mentre ancora questa mattina, il prefetto Gian Valerio Lombardi stava preparando il "decreto di chiusura" della struttura, dove vivevano ancora 39 famiglie, i rom iniziavano a raccogliere le loro masserizie e a smontare le roulottes e gli alloggi di fortuna dove per anni hanno vissuto.

La chiusura del Triboniano è avvenuta a poche ore dal primo incontro pubblico tra Letizia Moratti, sindaco uscente e candidata alle prossime elezioni amministrative, e il leader della Lega Umberto Bossi, previsto per questa sera a Milano in piazza del Cannone (ore 21), in occasione della festa del movimento dei giovani padani. Tra gli obiettivi dichiarati dal sindaco uscente c'era lo smantellamento di tutti i campi nomadi della città, regolari e irregolari. 

La maggior parte delle 39 famiglie sgomberate ha già una casa dove andare, ma non ci sono ancora entrati perché non sono stati eseguiti gli allacciamenti di gas e luce. "Sono qui in A2A per sollecitare perché se aprono i contratti domani stesso le famiglie possono entrare nelle loro case", ha raccontato in mattinata don Massimo Mapelli della Casa della carità, che dal 2008 ha gestito un presidio sociale all'interno del campo di Triboniano.

Rimane il problema per 15 famiglie: "Alcune non hanno ancora definito il progetto di uscita dal campo mentre altre hanno la casa ma necessita ancora di qualche giorno per la ristrutturazione", sottolinea il sacerdote. Così, queste persone saranno per ora ospitate presso la sede della Protezione civile di via Barzaghi, a circa 500 metri dal campo appena chiuso. I rom dormiranno nelle loro stesse roulottes, trainate fuori dal campo dalle auto della Protezione civile, come si vede nella foto. 

TESTO: Dario Paladini/Andrea Rottini  
FOTO: Dario Paladini

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