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Le bande non sono fantasmi
26 arresti a Milano. Don Gino Rigoldi: "Ci accorgiamo di loro solo quando commettono reati". Il vicesindaco De Corato: "Non è vero".

"Delle bande ci accorgiamo solo quando commettono reati, ma ci sono sempre e sono ben visibili, come il loro disagio di adolescenti": don Gino Rigoldi, cappellano dell'istituto penale per minori Beccaria a Milano, è meravigliato del fatto che periodicamente i mass media "scoprano" che esistono le gang di giovani latinoamericani. Ieri la polizia di stato ha eseguito 26 fermi nel capoluogo lombardo: in carcere o in comunità sono finiti i membri dei Latin Dangerz e dei Los Brothers, accusati di aver compiuto 23 colpi (soprattutto furti e violenze a coetanei o ad anziani per sottrarre loro cellulari o vestiti). 

Dietro questi giovani c'è spesso un disagio sociale che ha origine nella loro storia di figli di migranti, come raccontato nell'inchiesta di Terre di mezzo di maggio. "Non possiamo fermarci agli arresti, dobbiamo capire perché commettono questi reati", sottolinea il sacerdote. Ci vorrebbero più progetti sociali, con educatori che stiano in strada con loro, per intercettare il loro disagio. "Ma non ci sono mai soldi dalle istituzioni -aggiunge don Gino-. Comunità nuova (fondata dal sacerdote, ndr) ha un buco di bilancio di circa 400mila euro, perché seguiamo adolescenti e giovani usciti dalle carceri o in difficoltà senza il minimo sostegno da Comune, Provincia o Regione". 

Alle affermazioni di don Gino Rigoldi, rilasciate all'agenzie di stampa Redattore sociale questa mattina, ha risposto nel pomeriggio il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato: "Non è vero che ce ne accorgiamo solo quando scattano gli arresti. Ce ne preoccupiamo anche prima. Quando, per esempio, cercano di imitare modelli delinquenziali dei più grandi. Che vanno respinti". Il vicesindaco di Milano se la prende poi con l'ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati: "Si stringono fantomatici accordi, come ha fatto l’ex presidente dalla Provincia Filippo Penati, che nel 2007 ha fatto pure venire dagli Usa il capo mondiale dei Latin Kings. Un tentativo, quello di legalizzarli, ovviamente fallimentare”.

In realtà sono state Comunità nuova e l'agenzia "Codici ricerche" ad avviare un progetto per trasformare i Latin Kings in un'associazione, nata poi nel 2008 col nome di Movimiento real juvenil. "Per oltre un anno abbiamo portato avanti il progetto mettendoci noi le risorse -ricorda don Gino Rigoldi-. E i risultati comunque erano stati positivi: sono giovani capaci di fare grandi cose, devono però essere accompagnati".
TESTO: Dario Paladini

LEGGI QUI l'anteprima di "Mamá pandilla"l'inchiesta di maggio di Terre di mezzo-street magazine.

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