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Giustizia e verità
La tenacia e il senso di giustizia fanno paura alle dittature. Perché la libertà non può prescindere dalla ricerca della verità e da un uomo che, nel suo piccolo si oppone.

Quando bussarono alla sua porta, l'avvocato Fathi Terbil non poteva immaginare che la sua storia e quella del suo Paese, la Libia, da lì a quattro anni sarebbero cambiate profondamente. Si trovò di fronte trenta famiglie, in attesa di giustizia e verità. Le lasciò parlare, e loro cominciarono dal principio: dal carcere di Abu Salim, a Tripoli, dalle torture e dai maltrattamenti, dalla rivolta dei detenuti (la maggior parte di Bengasi), dalla resa in cambio di un trattamento più umano. Ricordarono le promesse con cui le guardie li avevano ricondotti nel cortile del carcere per poi fucilarli alle spalle: 1.270 persone ammazzate dallo Stato. Era il 29 giugno 1996 e quel massacro sarebbe passato sotto silenzio fino al 2007, quando l'avvocato Terbil decise che qualche spiegazione il colonnello Gheddafi doveva pur darla.

Il processo ebbe inizio, con le famiglie che ogni sabato scendevano in piazza per protestare, mentre il Gioverno, a parte qualche interrogatorio, lasciava fare: erano gli anni in cui occorreva rifarsi un'immagine internazionale. Fathi Terbil ne era consapevole: in tre anni riuscì a far ammettere il massacro e a consegnare a oltre 900 famiglie i certificati di morte dei loro congiunti. Ma la verità era lontana: il Governo piuttosto che indicare i responsabili, preferiva offrire 100 dollari a detenuto. Un indennizzo inaccettabile, l'azione legale doveva continuare. Ma la tenacia e il senso di giustizia fanno paura alle dittature e il 15 febbraio scorso l'avvocato Terbil è stato arrestato.

A Bengasi è iniziata immediata la rivolta: 2mila persone in manifestazione, altre 30mila raggiunte in 48 ore via Facebook grazie a un esule trentenne che dalla Svizzera seguiva e raccontava la situazione. Il 17 febbraio, alla "giornata della rabbia" erano oltre 100mila. Una mobilitazione che ha (s)coinvolto un Paese intero e che è all'origine di quanto oggi avviene in Libia. La libertà non può mai prescindere dalla ricerca di verità, e da un uomo che nel suo piccolo si oppone.

Testo di Elena Parasiliti

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