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Con gli ultimi
Il ricordo di Vittorio Arrigoni, volontario e attivista per i diritti umani, rapito e ucciso a Gaza.

È stato trovato nella notte tra giovedì e venerdì il corpo senza vita di Vittorio Arrigoni, volontario e attivista per i diritti umani rapito giovedì a Gaza City da un gruppo estremista islamico, la "Brigata Mohammed Bin Moslama", in lotta contro Hamas. Le ultime immagini diffuse dal gruppo estremista lo riportano bendato, le mani legate, una vistosa ferita sul viso. La notizia dell'uccisione è giunta prima dello scadere dell'ultimatum di 30 ore che il gruppo islamico aveva posto, chiedendo al governo di Hamas la liberazione dei propri membri arrestati in cambio del rilascio del volontario italiano.

Arrigoni, 36 anni, originario di Besana Brianza, era uno dei volontari più conosciuti nella Striscia di Gaza e non solo: impegnato da quasi dieci anni in favore di una soluzione equa del conflitto mediorientale e per la fine dell'occupazione militare sui Territori palestinese, in particolare a Gaza, le sue cronache dalla Striscia era pubblicate da numerose testate, tra cui Il Manifesto e Peacereporter. 
Aveva fatto parte del Gaza Freedom Movement nel 2008 e per le sue posizioni di sostegno al popolo palestinese era stato arrestato diverse volte in Israele. Con il suo blog e la sua firma ("Vik da Gaza City") raccontava quotidianamente  le incursioni militari dell'esercito israeliano a Gaza, dall'Operazione Piombo Fuso del dicembre fino all'attacco alla Freedom Flottilla nello scorso maggio, ma anche le divisioni e l'estremismo all'interno delle diverse fazioni palestinesi.  

La sua uccisione, per mano palestinese, ha sconvolto i volontari internazionali e locali che lavoravano con lui. Fin dalle prime notizie sul suo rapimento, numerosi gruppi si erano mobilitati per chiederne il rilascio. Khalil Shaheen, amico di Arrigoni e direttore del Palestinian Center for Human Rights  aveva affermato che "Vittorio è un eroe della Palestina. È stato sempre disponibile ad aiutare e a sostenere tutte le vittime a Gaza. Chiediamo che tutte le autorità si attivino per garantire la sua sicurezza e il suo rilascio immediato". 

In un comunicato diffuso questa mattina, l'International Solidarity Movement (l'associazione di cui ha fatto parte anche Rachel Corrie, uccisa a Gaza nel 2003) ha confermato la notizia dell'uccisione: "Vittorio era un attivista meraviglioso e un'anima generosa. Abbiamo la sua famiglia e i suoi amici nei nostri pensieri". 
La notizia della morte di Vittorio Arrigoni ha provocato commozione tra gli appartenenti a varie associazioni e movimenti impegnati in Medioriente. Le Acli hanno espresso il proprio “sconcerto” e il “dolore” per l’uccisione di Arrigoni: “Profondo è il nostro sconcerto e il dolore per l’uccisione di un giovane che con la sua tensione ideale e il suo spendersi per i più deboli ha portato alto il nome dell’Italia", ha detto Paola Villa, presidente di Ipsia, la ong delle Acli.

“Sei rimasto con gli ultimi, caro Vittorio, e i tuoi occhi sono stati chiusi da un odio assurdo, così in contrasto, così lontano dall'affetto e dalla solidarietà della gente di Gaza, da tutta la gente di Gaza che non è un posto scomodo dove si odia l'occidente, come affermano ora i commentatori televisivi, ma un pezzo di Palestina tenuta sotto embargo e martoriata all'inverosimile”, ha scritto don Nandino Capovilla, coordinatore nazionale di Pax Christi Italia in una lettera indirizzata proprio a Vittorio.

Mentre Terres des Hommes "insieme alla condanna assoluta dell'assassinio" esprime "la volontà di vegliare affinché questo atto non sia il pretesto per interrompere il flusso di solidarietà, la cooperazione e gli aiuti di cui la popolazione di Gaza, assediata e stremata, ha vitale bisogno”. In modo particolare si chiede di non far mancare la solidarietà ai bambini.  
“Vittorio è morto ammazzato. La sua morte oggi strappa il velo sulla Striscia e parla. Che possa parlare davvero a tutti, Vittorio, anche ora che non c’è più. Che semini ancora l’insopportabilità dell’ingiustizia, delle doppie misure, dell’ipocrisia in cui viviamo immersi”. Questo il commento dell’Arci all’indomani della morte dell’attivista Vittorio Arrigonia Gaza. 

 

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