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Alleanza italo-francese
Rimpatri per gli irregolari e pattugliamento delle coste tunisine per impedire le partenze. I due Paesi hanno stretto un accordo per fermare i flussi in arrivo dalla sponda sud del Mediterraneo.

I cittadini tunisini in possesso del permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi rilasciato dall'Italia saranno liberi di muoversi all'interno dell'area Schenghen. Ma la Francia vigilerà sulla corretta applicazione del trattato (in modo particolare dell'articolo 5) che prevede, oltre al possesso di un titolo di soggiorno valido, "risorse sufficienti per assicurarsi il soggiorno e il ritorno al Paese d'origine", ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Claude Guéant che oggi ha partecipato a un incontro con il suo omologo italiano, Roberto Maroni. Per entrare in Francia, infatti, occorre dimostrare di avere in tasca (o su un conto corrente) 48 euro per ogni giorno che intende trascorrere nel Paese.
"Se queste condizioni non vengono soddisfatte, il Paese di accoglienza può procedere alla riammissione verso il Paese da cui provengono i migranti", commenta Claude Guéant. Il ministro francese ha poi annunciato che verranno istituiti gruppi di lavoro comuni tra Italia e Francia a Modane e Ventimiglia.

 

Durante l'incontro sono state definite le modalità d'intervento con cui Italia e Francia intendono affrontare l'emergenza sbarchi:  programmi di rimpatrio per i cittadini tunisini che non hanno titolo per restare in Europa; cooperazione con la Tunisia per il pattugliamento delle coste per scoraggiare le partenze di migranti irregolari e combattere i trafficanti di uomini. I due Paesi si sono poi impegnati per condurre un'azione congiunta per sollecitare l'intervento dell'Unione europea. 

 

"Dal punto di vista giuridico la posizione della Francia è corretta, il trattato di Schenghen prevede la discrezionalità nell'accesso -commenta Fulvio Vassallo Paleologo, docente all'università di Palermo-. Ma per effettuare la riammissione di un cittadino straniero verso l'Italia, occorre rispettare alcune procedure. Cosa che la Francia non sta facendo". Allo stesso modo, il docente contesta le espulsioni di una trentina di cittadini tunisini che hanno avuto luogo ieri da Lampedusa a seguito degli accordi tra Roma e Tunisi: "Non si capiscono le modalità, se sono respingimenti o espulsioni, tutto sta avvenendo in segreto", commenta. 

Scritto da Ilaria Sesana per l'agenzia Redattore sociale 

(foto: noborder network)

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