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Locride, terra d'accoglienza
Per far fronte all'emergenza di Lampedusa, i Comuni hanno dato la loro disponibilità ad accogliere una tendopoli: "Il razzismo non fa parte della nostra civiltà".

I 42 comuni della Locride hanno dato la loro disponibilità ad accogliere una tendopoli per fare fronte all'emergenza immigrazione che si sta verificando a Lampedusa. A deciderlo è stata l'associazione che riunisce i 42 comuni. "Siamo italiani. Ci sentiamo europei - è scritto in una nota del presidente del comitato direttivo dell'associazione, Ilario Ammendolia, sindaco di Caulonia - ma nello stesso tempo siamo consapevoli dei nostri legami indissolubili con tutti i popoli del Mediterraneo. Il razzismo non fa parte della nostra civiltà che ha visto nei secoli un continuo e proficuo scambio con i popoli che si affacciano su questo nostro mare. Quanto avviene a Lampedusa - prosegue Ammendolia - ci umilia e ci imbarazza. Non è questa l'Europa che vogliamo, non é questa la nostra Italia".
 
La zona ionica reggina è conosciuta perché, da tanto tempo, comuni come Riace e Caulonia sono diventati modelli di accoglienza che tendono non solo a porgere la mano ai disperati ma che hanno, come obiettivo di fondo, l'idea di non facile attuazione, di far rinascere le campagne abbandonate ed i borghi disabitati grazie agli immigrati ed ai rifugiati. "Dinanzi a quanto sta succedendo a Lampedusa e sulle coste dell'Africa non restiamo indifferenti. Il comitato direttivo dell'associazione dei 42 comuni della zona ionica ha deciso di dichiarare la Locride terra di accoglienza. Non si tratta d'una semplice dichiarazione di principi". Il sindaco di Caulonia aggiunge: "Già abbiamo comunicato che grazie alla sensibilità di alcuni sindaci come quello di Gerace e quello di Antonimina, siamo disponibili a che nella nostra zona sorga una 'tendopoli' che abbia come requisito prioritario la tutela della dignità umana.
 
Altri comuni, tra cui Benestare, hanno messo a disposizione alloggi, ed un fabbricato sequestrato alla 'ndrangheta. Intanto altri sindaci - evidenzia Ammendolia -  "hanno dato la propria disponibilità a collaborare, numerosi medici e volontari si sono messi a disposizione e molte cooperative sono pronte a lavorare con la professionalità maturata nel settore. Siamo consapevoli di fare solo e soltanto il nostro dovere. Non dimentichiamo mai chi siamo stati, quanto volte siamo stati noi a bussare alle porte degli altri e quante volte siamo stati invece un rifugio sicuro per altri popoli. Vogliamo solo ribadire - conclude Ammendolia - che la Locride non è terra di mafia, è prima di tutto e innanzitutto una Terra di civiltà antica, gente generosa, di naturale ospitalità".  

Copyright: Agenzia Redattore sociale 

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