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Appennini resistenti
Andrea Semplici racconta la rinascita delle valli Curone e Borbera: terre disabitate che ricominciano a vivere grazie all'impegno dei "nuovi agricoltori". Non perdeteveli, sul numero di aprile di Terre di mezzo.

Val Curone e val Borbera: lande solitarie, spopolate, quasi abbandonate malgrado siano a un'ora di macchina da Milano e da Genova. Qui è avvenuto il più forte declino demografico del Nord Italia. Valli contese da tre grandi società che vorrebbero installare 42 imponenti pale eoliche (valore complessivo dell'investimento, 250 milioni di euro): un business che che spacca le micro amministrazioni pubbliche dei 27 Comuni che si spartiscono questi territori. 

Ma per uscire dalla crisi c'è un'altra strada: quella proposta da Valli Unite, una cooperativa che produce vino, carni e salumi biologici, gestisce uno spaccio, un ristorante e offre ospitalità. Con un bilancio da 600mila euro all'anno, 70mila bottiglie di vino vendute (anche in California)."Abbiamo dimostrato che è possibile vivere facendo i contadini", commenta Ottavio Rube, uno dei soci fondatori. Allo stesso modo, la piccola cooperativa Terre bianche ha portato nuova vita nel comune di Dova superiore in val Borbera, sette abitanti in tutto. Allevano vacche da carne, preparano marmellate di rosa canina e gestiscono una locanda. 

Sono alcune delle storie che Andrea Semplici racconta nell'inchiesta "Appennini resistenti" che da il titolo al numero di aprile di Terre di mezzo - street magazine. Un numero ricco di storie e di personaggi: dalle ballerine di pole dance (un vero e proprio sport, a dispetto delle apparenze) cui abbiamo dedicato il "Fotoreportage urbano" alla giovane ghostwriter, una delle figure più misteriose dell'editoria italiana, che si racconta in "Invenzioni a due voci".  
 
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